BASKET L'INTERVISTA IN VISTA DELL'OLD STAR GAME DEL 24 FEBBRAIO IL MITO PER ECCELLENZA DEI PARQUET ITALIANI RACCONTA I SUOI ANNI D'ORO SOTTO LA MADONNINA «Mike, magia della mia Olimpia» Il Ali PFTFRQflN tenere D'Antoni per 9 anni fu decisivo, uno scatto in più arrivò con Meneghin e Premier ""!" r 11 LIluUIl |nfjne ecco g0[j McAdoo che in America aveva vinto tutto. Oggi sarebbe impensabile» HA DETTO Sandro Pugliese ¦ Milano INIZIA A ESSERCI grande attesa per il ritorno sul campo dei "Miti" del passato con l'Old Star Game che si terrà a Desio il 24 febbraio. Molti gli ex che negli ultimi giorni si sono mossi per entrare a far parte di un evento che riaccenderà i fasti di un tempo. Mito per eccellenza del basket italiano, nonostante le sue origini americane, è Dan Peterson che in Italia è arrivato nel 1973 e non l'ha più lasciata occupandosi di pallacanestro in tutte le salse. In par-ticolar modo sulla panchina di Milano, dove ha vinto tutto nei 9 anni in cui è sta- to coach. Tutt'ora commenta le partite dell'EA7: «Milano è la New York dell'Italia», ama dire della città nella quale ormai abita da 40 anni. Sarà lui il grande speaker della serata insieme alla madrina Belen Rodriguez. Peterson, lei ha un'idea chiara di cosa trasporterebbe della "sua Olimpia a quella attuale. «Tanta intensità, perchè era quello che faceva la differenza. Ai miei tempi dovevo fare solo allenamenti da 90 minuti perchè ci mettevano talmente tanto agonismo che non potevo permettermi di stancarli troppo. Non volevano perdere neanche una gara di tiro, ogni allenamento era come una fi- nale di Coppa dei Campioni». E poi si è sempre detto che fossero un gruppo speciale... «Capisco che, però, questo sia diffìcilmente replicabile. Ora i giocatori rimangono troppo poco tempo in una squadra, sono di tante nazionalità diverse. I miei erano come fratelli, ma il mondo è cambiato». La società parla spesso di progetto, qual è la chiave per concretizzarlo? «L'idea chiara deve essere duplice vista la situazione. Vincere subito, ma programmare per vincere anche domani. Non è sempli- ¦¦ Gli allenamenti erano come una finale di Coppa I miei erano come fratelli Oggi è irripetibile Milano è la New York dell'Italia DAN PETERSON THE COACH GLI 80 ANNI BIANCOROSSI Dan Peterson con Giorgio Armani alla festa dell'Olimpia ce, è un doppio binario. Io ho avuto quasi lo stesso nucleo per 6 anni, ma non è replicabile forse, dagli Anni 90 in poi è cambiato il mondo dello sport. Ormai tutti cambiano, anche quelli che vincono. E allora bisogna adeguarsi ai tempi, aver uno scouting super, lavorare sulle statistiche per fare le scelte migliori. Io dico che i 3 anni di contratto di Pianigiani sono un ottimo punto di partenza e sottolineo che un triennale è enormemente diverso da avere un biennale a livello di progettazione». Adesso l'Olimpia gioca per fare una buona figura, invece la "sua" fu definita addirittura a un passo dalla Nba. Cosa fu decisivo? «Tenere Mike D'Antoni per 9 anni. Con lui era tutto più semplice. Poi uno scatto in più ce lo diede l'arrivo di Meneghin e Premier e infine l'ambizione a voler sempre migliorare la qualità degli americani, passo dopo passo arrivammo fino a Bob McAdoo che in Nba aveva vinto tutto vincendo anche la classifica cannonieri. Forse è impensabile che possa succedere adesso».