Basket La Fiat in cerca di segnali di vita Coach Galbiati: "Non sono qui per motivare i giocatori, ma per farli lavorare" DOMENICO INTAGLIATA «Tante parole non servono. Meglio rompere le scatole ai giocatori e fare capire loro, anche grazie ai video, dove hanno sbagliato o dove hanno fatto qualcosa di utile per la squadra» Il post partita di Fiat-Zenit San Pietroburgo vede Paolo Galbiati e Stefano Comazzi affiancati: stanchi ma tutto sommato soddisfatti, nonostante la sconfitta abbia determinato l'uscita del-l'Auxilium dall'Eurocup. E il volto nuovo della Fiat, quello dei due ormai ex vice allenatori che hanno preso il posto di Recalcati: Galbiati in primis, Comazzi praticamente alla pari. Il primo è arrivato a Torino in estate da Milano, il secondo è l'ormai «storico» vice di chi nel corso degli anni - fin da quando la squadra cittadina di riferimento era la Pms - si è seduto sulla panchina gialloblù. «Vogliamo tornare a essere la squadra che ha fatto riempire il palazzo: ce lo siamo promessi - sono le parole di Galbiati -. Le parole stanno a zero e io non devo motivare nessuno per giocare a basket. Semmai, devo fa- re lavorare i ragazzi e metterli di fronte alle loro responsabilità, chiedendo loro di fare quello che serve e non quello che piace di più. Bisogna dare loro gli strumenti per risolvere certe situazioni e rompere le scatole in allenamento». Ricetta che aveva funzionato con Banchi, non altrettanto con Recalcati. Chissà perché: «La risposta non esiste. Credo che contro lo Zenit la squadra abbia risposto in un certo modo perché con le spalle al muro. I giocatori sanno quello che si dice di loro e, quando serve, si fanno tradurre quanto viene scritto sui social e sui giornali: vedere andare via due allenatori di quel calibro in venti giorni non è stato bello per nessuno. Hanno accettato di rimettersi in gioco, perché vedono qual è la mole di lavoro che ci sobbarchiamo prima e dopo una partita. Spero continuino a farlo, resistendo alle nostre rotture di scatole di qui in avanti». Non è una minaccia, semmai un invito a insistere. «Noi ci proponiamo con grande entusiasmo - dice Comazzi -. Forse non siamo i più esperti o i più bravi, ma abbiamo le no- stre armi per farci seguire. Dopo di che, serve ritrovare quella fiducia che arriva solo grazie alle vittorie: non possiamo pensare di arrivare a fine stagione solo provocando. Crolliamo nel terzo quarto? Qualche volta di troppo è successo (7 volte in stagione, ndr), ma credo che il 9-29 di mercoledì sia stato molto diverso da altre occasioni: abbiamo sempre lottato e i russi non sbagliavano davvero mai». Prossima tappa, domenica. A Pesaro, contro l'ultima in classifica. Con sei sconfitte di fila sul groppone (tre in campionato), ma la sensazione che il peggio possa essere alle spalle. Sarà la partita numero 35 di una stagione fin qui intensissima e snervante: in campo non ci sarà probabilmente Vujacic (spalla), ma farà quasi certamente il suo esordio il francocongolese Nobel Boungou Colo, 29enne ala reduce da un'esperienza non felicissima a Siviglia. Complici poi le condizioni fisiche di Mbakwe, la Fiat aggiungerà ancora un lungo: Pelle (da Varese) è il primo della lista. Con Iannuzzi che potrebbe cambiare aria. Domenica a Pesaro con Fulthna in classifica In campo non ci sarà probabilmente Vujacic (dolorante a una spalla), ma farà quasi certamente il suo esordio il franco-congolese Nobel Boungou Colo I giocatori devono fare quello che serve, non quello che piacedipiùaloro Vogliamo tornare a riempire il palazzetto Paolo Galbiati Coach Fiat Auxilium Torino » gpgrcr I .a Mal in cerai di segnati <