BASKET SERIE A «BOND E BARBON NON SARANNO DELLA PARTITA PER MIAN E MCGEE DECIDEREMO SOLO ALL'ULTIMO CICCHE MI INTERESSA E' VEDERE LO SPIRITO GIUSTO» «Sono molto soddisfatto Questa squadra è in crescita» The Flexx Esposito: «Affrontiamo Avellino con diverse defezioni» Maurizio Innocenti QUANDO UN gruppo può allenarsi insieme l'intensità del lavoro si alza e la squadra cresce. Un concetto facile, facile come bere un bicchiere d'acqua. «Come pensavo - dice Vincenzo Esposito - lavorando insieme la qualità della squadra va salendo. Si vede che il gruppo sta crescendo e che si sta alzando anche la qualità». Appunto, quando un gruppo può lavorare al completo. E non è il caso della The Flexx. Jaylen Bond lia accusato un problema muscolare e si è fermato tutta la settimana e dovrà stare ai box anche la prossima, Cesare Barbon lo stesso per una lussazione alla spalla, Fabio Mian ha riportato durante l'allenamento una distorsione alla caviglia e Tyrus McGee ha subito un colpo alla mano operata. In poche parole IL COACl Vincenzo Esposito carica la squadra Bond e Barbon non ci saranno contro Avellino, per Mian e McGee si deciderà all'ultimo. «L'IDEA, CON la squadra al completo, era di giocare una partita di grande inten- sità soprattutto in difesa per tutti i 40 minuti cercando di limare il gap che c'è tra noi e loro. Farlo in 7-8 giocatori diventa difficile. In settimana abbiamo lavorato in 8-9 giocatori, ma sono contento per come i ra- gazzi si sono allenati. In certi momenti non si è avvertito il fatto di non essere al completo tanta è stata l'intensità con cui la squadra ha lavorato. E' questo l'aspetto che mi interessa di più in questo momento. Sappiamo di affrontare una squadra forte, che è prima in classifica e che ha un ro-ster lungo e di livello. L'importante è giocare una partita giusta dal punto di vista dell'atteggiamento e della mentalità». VISTO LA situazione la sosta per Final Eight arriva a proposito. «Meglio ora - afferma Esposito - perchè dopo avremo una serie di partite che possono essere alla nostra portata. Il gruppo sta venendo fuori e poter lavorare al completo è importante per continuare il percorso di crescita. I giocatori adesso si conoscono, si accettano e le squadre si fanno così e non con i numeri o con le figurine».