L'OPINIONE Servono domatori perla... Leonessa di GIANCARLO PIGIONATTI S'è presentata in tuta blu, s'è sporcata le mani e, finito il lavoro, s'è messa frac e guanti bianchi per concedersi il lusso di una festa meritata. Fuor di metafora ecco l'Openjobmetis nelle ultime prove, delle quali le prime due la ponevano di fronte a una nobiltà dichiarata come pretendono Venezia campione e la ricca Milano, letteralmente, spogliate dell'abito da sera e messe sotto tra sudori e umiliazioni. Finalmente vi ha giocato un po' di fortuna costringendo le avversarie a rinunce importanti, lo riconosce lo stesso Caja che incassa e porta a casa sapendo come il destino tolga e restituisca, basti pensare al maltolto patito da Varese in alcune gare per sfacciate avversità. La squadra ha così trovato una sua collocazione serena e sicura pur partendo da un obiettivo, consapevolmente, modesto come quello della salvezza non senza ora quella fiducia che sembra senza frontiere dopo ì tre sensazionali successi, non confondibili con "colpi di mano " di una compagnia di ventura. Se è vera gloria (e lo fu), si cresce in convinzione, l'uno legato all'altro occupando ciascuno un nuovo tratto di strada con lo spirito giusto, com'è accaduto per Ferrerò e compagni, ben consci che la fortuna di Varese corrisponde esattamente alla loro, di atleti alla ricerca di affermazioni. Gli uni stanno alla squadra e Caja (foto Blitz), che si definisce senza modestia né presunzione tecnico più dì sostanza che dì forma, ne è il perno attorno al quale ruotano I destini di giovani e meno giovani I quali credono nel suo duro lavoro sopportandone i tremendi rim- proveri. Il coach lo sa bene, fiero dei suoi ragazzi «i quali - osserva concedendosi un pò ' di ironia - mai però si sono rivolti al telefono azzurro». Ora però sul più bello irrompe l'ipotesi di un 'uscita importante come quella di Pelle verso Torino, in ogni caso, subordinata a un soddisfacente ritorno economico per Varese e alla sua sostituzione come da regolamento, possibile ma ancora de definire con Capo d'Orlando per il discutibile Delas. Se l'operazione trovasse la sua concretezza, indebolirebbe un pò ' le potenzialità di Varese al di là della poca continuità di rendimento dell'atletico "centro" restando il personale e ideale rammarico dì non aver potuto ammirare Norvel servito, per veri sfracelli, da Gianmarco Poz-zecco. Al quale, avendo memoria lunga, sono da attribuire "ìlio tempore"le fortune dìPetruska, Santiago e Van den Spiegel. Questione di congiuntura: c'è differenza perdere Pelle fra tre mesi azero euro e guadagnare, oggi, qualche soldo: questa, purtroppo, è Varese con tutti i suoi limiti finanziari, condannata a non permettersi ambizioni. Nel frattempo godiamoci un altro match super motivante con la Leonessa che sembra far più paura delle grandi prefigurate, soprattutto a Caja il quale la "sommerge " di pregevoli considerazioni. Resta la domanda se si tratta di un'adulazione interessata come insegna, nella famosa favola, la volpe che lusinga il corvo per rubargli un ghiotto boccone, o se la sua stima è vera, come, probabilmente, lo è attraverso oggettive analisi per costrutto e unità, per mestiere e duttilità, soprattutto, per grande sapienza nella gestione di gara. D'altra parte il primato in classifica sublima il rendimento di Vitali e compagni, accompagnati da quell'aureola (come rivelazione) che può pesare tremendamente. Stasera ne sapremo dì più al seguito di una scatenata Varese, stavolta pure favorita dalle agenzie di scommesse che le accordano una quota inferiore rispetto agli avversari. Biancorossi domatori per una Leonessa da domare? Masnago, sommersa da grande entusiasmo, ne è certa.