BASKETA LA RINASCITA NELLA NOTTE ONIRICA VISSUTA NEL "TEMPIO" E SFOCIATA NEL QUARTO SCALPO DI UNA BIG SI NASCONDE UNO ZAMPINO ASSAI CONCRETO C'è l'Artiglio di Varese sui playoff Scacciati i fantasmi Un mese fa l'Ojm era ultima, ora La post season è a soli due punti Fernando Di Cristofaro ¦ Varese QUATTRO PASSI lontano dal baratro, tenendo per mano una città intera. Stretta tra dita e palmo di Attilio Caja, Varese ritrova la luce di una nuova alba che porta via fantasmi e demoni e spettri, nella notte di Masnago. Quella in cui tutto è possibile, quella in cui anche una Zanzara di nome Alek-sa Avramovic può piegare, domare e poi dominare una Leonessa di nome Brescia. Quella in cui il Tempio, il Lino Oldrini intero, si ritrova pieno  4.300 spettatori per una partita trasmessa in diretta Rai non sono un caso  ma soprattutto pieno di sé, fiero, orgoglioso, indissolubilmente stretto in un simbiotico abbraccio con la propria squadra. «Faccio fatica a trovare gli aggettivi per descrivere la grande partita che ha fatto la mia squadra», commenta così Attilio Caja la vittoria su Brescia, stratosferica  l'aggettivo lo mettiamo noi. Una vittoria che rilancia definitivamente la sua Openjobmetis per una corsa a un posto nei playoff, distanti al momento solo due punti grazie a una cavalcata pazzesca che ha messo in riga, Venezia, Milano, Cantù e per l'appunto Brescia. Quattro vittoriearriva-te inaspettate come il sole a mezzanotte, nel momento più buio di una Varese che solo un mese fa era sprofondata inesorabilmente all'ultimo posto in classifica, ma che dopo domenica sera ha conquistato la salvezza con 11 giornate d'anticipo: la matematica è solamente una formalità da espletare nelle prossime uscite. «VOLEVAMO fare questo tipo di partita e ci siamo riusciti  continua il tecnico biancorosso  . Grazie a una grandissima difesa abbiamo evitato di andare sotto come era successo all'andata. Ci siamo ricordati di quella gara e abbiamo messo in piedi un mat- ch di grande valore». Un match che è stato vinto in primis dalla visionaria tattica di "Artiglio", capace non solo di annientare sul parquet un'avversaria come la Ger-mani, ma di costringerla alla più brutta gara della stagione. «Devo fare i complimenti a tutti per il grande lavoro fatto: questo è il frutto del lavoro quotidiano, è la vittoria della squadra, dello staff, dal preparatore al fisioterapista senza dimenticare nessuno», conclude Caja nel sottolineare come sia «merito di tutti se i ragazzi arrivano preparati alla domenica. Sono contento che il pubblico abbia partecipato e si sia divertito, c'era proprio un grande ambiente». Un ambiente che si è ritrovato, come non succedeva da anni, in una "ola" partita durante l'ultimo quarto di gioco, che ha sancito quanto il pubblico (e quello di Varese è di palati più che fini) abbia gradito il cambio di passo di questa Varese. Un cambio di passo che ha in Avramovic il suo più fulgido esempio: un giocatore che dall'essere una semplice riserva si è ritrovato a essere l'indiscusso protagonista di questa striscia di successi, il cui apice si è visto proprio contro la Leonessa. «Vincendo con le teste di serie Venezia, Milano, Cantù e Brescia abbiamo fatto un grandissimo lavoro», racconta la guardia serba, autrice contro la capolista di una prestazione magistrale da 29 punti, con il 58% ab tiro, 6 falli subiti, 4 palloni rubati. «Adesso ci aspetta una settimana di pausa con il pensiero che però va già ai prossimi impegni  dice la Zanzara  . Fuori casa contro Pistoia e Trento dobbiamo vincere».