VUELLE IL MERCATO IL SACRIFICATO DOVREBBE ESSERE LITTLE: MAI STATO CONVINCENTE NONOSTANTE I TRENTANNI Il ritorno di Rotnei Clarke per fare un altro miracolo Accordo Ha ridotto le sue pretese, Costa bussa dai soliti noti per pagarlo RIECCOLC Rotnei Clarke indosserà di nuovo la maglia biancorossa ¦ Pesaro CLARKE-2 la vendetta. Potrebbe essere il titolo del film che andrà in onda dal 4 marzo in poi. L'entourage del giocatore che l'anno scorso aveva fatto innammorare i tifosi biancorossi non nasconde che l'affare è praticamente concluso. Le due parti si sono parlate più volte e Rotnei, dopo la prima richiesta, ha fatto un passo ulteriore per venire incontro alla società che sta raschiando il barile delle risorse e probabilmente dovrà tornare a bussare alla porta dei consorziati di buona volontà. Da statuto non sono obbligati a rimettere mano al portafoglio, ma per cer- care di salvare la Vuelle - ultima da sola e con un pesante -17 da ribaltare contro Capo d'Orlando -qualcuno di loro lo farà. Il presidente Costa, che ha convocato per la giornata odierna il Cda della società per ratificare la mossa di mercato, ormai sa da chi andare a bussare quando si trova in difficoltà. Per questo capiamo anche chi si è risentito per le contestazioni di domenica che invitavano a 'tirare fuori la grana': perché così si fa di ogni erba un fascio, ma dentro quel fascio ci sono persone che non si sono mai tirate indietro nel momento del bisogno. In arrivo Il 18 gioca l'ultima partita poi si cercherà di fargli prendere il visto in Australia CLARKE giocherà l'ultima partita nel campionato australiano il 18 febbraio, poi sarà libero da qualsiasi vincolo. Dopo di che, c'è da risolvere il problema del visto per giocare in Italia: l'anno scorso, per ottenerlo, Rotnei tornò addirittura negli Usa facendo il giro del mondo prima di sbarcare a Pesaro, mentre stavolta si sta provando a farglielo rilasciare direttamente all'ambasciata americana in Australia. Sull'altare del taglio dovrebbe essere sacrificato Mario Little, una specie di corpo estraneo che non s'è mai integrato veramente: arrivato alla terza di campionato, alla quarta s'era già infortunato. Due mesi fuori a cu- rarsi la mano fratturata e nemmeno dopo il suo ritorno ha mai entusiasmato, salvo infilare contro Sassari il canestro della staffa. Ma pur avendo trent'anni e tanti campionati sulle spalle non ha quasi mai fornito ai compagni quella sicurezza che si cercava in lui. L'UNICA COSA che potrebbe far pendere la bilancia dalla sua parte rispetto a Bertone è la taglia fìsica: perché altezza e peso di Little sono maggiori, ma non è che in difesa abbia poi ringhiato molto più dell'argentino. Omogbo, invece, non si tocca: anche se i suoi progressi sono stati inferiori a quanto si sperava, ha comunque dentro una scintilla da non sottovalutare. Bisognerà poi spiegare a Dallas Moore che se verrà impiegato da guardia accanto a Clarke il suo contributo dovrà essere importante anche nella metà campo difensiva: altrimenti si finirà impallinati dagli esterni altrui. Elisabetta Ferri