«NON MI ACCONTENTO PIÙ E MI FA MOLTO PIACERE CHE I COMPAGNI MI DIANO FIDUCIA QUANDO C'È DA VINCERE QUESTO È IL MOMENTO MIGLIORE DELLA MIA CARRIERA» BASKET IL PERSONAGGIO «Gioco bene e sono felice. Ma non basta» Amedeo Della Valle «Tripla impossibile a Capo d'Orlando? No, è stata facile: entrava tutto. Un'estate da separato in casa, con la valiqia pronta, e poi un cambio di rotta totale che arriva fino al Della Valle col megafono in mano a cantare «Totalmente dipendente». Dove sta il segreto? «Come sapete il presidente Licia Ferrarmi ha avuto un ruolo fondamentale nel convincermi a restare qui, ma non credo ci siano segreti: quando ho deciso di continuare non mi sono più guardato indietro e ho lavorato fortissimo, restando focalizzato sui miei obiettivi». E il momento più bello della sua carriera? «Direi proprio di sì, sono felice, ma non mi accontento». Menetti le ha recentemente consigliato di restare a Reggio ancora 1 -2 anni per completare la sua crescita. Lei cosa ne dice? «Sinceramente non ci sto pensando, ma è chiaro che lui sarà l'allenatore anche l'anno prossimo e quindi fa il suo gioco (ride, ndr). Sono attestati di stima importanti, significa che gli fa piacere allenarmi e lo ringrazio: la mia testa però è tutta su questa stagione». Quarti di finale di EuroCup conquistati e poi, dopo lo 0-6 iniziale, in campionato ne avete vinte 9 su 13. Quando è nata questa metamorfosi? «L'arrivo di giocatori esperti come Chris Wright, White e Llom-part ci ha dato una grande mano, ma la nostra forza è il gruppo: siamo tutte persone leali e le cose ce le diciamo in faccia. C'è qualcosa che non va? Uno va dall'altro e gli fa il 'cazziatone', senza rancore», g poi si sale sul pullman e si canta tutti assieme «Piccola stella senza cielo» oppure «Alba-chiara». Meglio Ligabue o Vasco? «In realtà cambiamo sempre, speravamo ci chiamassero a Sanremo perché secondo me potevamo avere qualche chance di vincere, .» L'AGO DELLA BILANCI/ L'esultanza di Amedeo Della Valle Francesco Pioppi LA PALLACANESTRO è quello sport in cui si arriva nei minuti finali con il risultato ancora in bilico, poi se hai in squadra Amedeo Della Valle vinci la partita. Passateci la provocazione, ma ultimamente in casa Grissin Bon sta andando veramente così. Canestro a 1 un secondoe4 decimi con Sassari, 7 punti consecutivi nel momento clou con l'Asvel in EuroCup (manifestazione di cui è capocannoniere a 18.6) e poi l'apoteosi a Capo d'Orlando, quando con tre triple in fila ha schiantato i siciliani. Della Valle, ci spiega come ha fatto a segnare quei canestri con la Betalana? L'ultimo sembrava un tiro impossibile. ¦¦ Questo è un gruppo di persone leali: le cose ce le diciamo in faccia» «Invece è stato il più facile perché lì ormai mi ero acceso e mi entrava di tutto. Mi fa molto piacere, oltre che per la vittoria, per la fiducia che mi danno i miei compagni cercandomi quando c'è da vincere la partita». Ormai gli avversari sanno che lei è il faro dell'attacco e si vedono staffette difensive per sfiancarla. Come si fa a restare lucidi? «Credo che questo sia uno dei miei miglioramenti più evidenti. Una volta, magari, forzavo per cercare di entrare a tutti i costi in partita, ora invece aspetto il momento giusto e cerco di coinvolgere i miei compagni». Cervi è un gran chitarrista, Bona-cini invece è quello che sceglie le basi e le musiche, io, Candì e Musso cantiamo, insomma... Siamo attrezzati!». àà In pullman diamo vita a veri concerti: pensavo ci chiamassero a S. Remo» A proposito di Cervi, l'ultima partita è stata una ventata d'aria fresca dopo un periodo difficile. «Sono contento per lui e per la squadra: può essere un'arma letale. Ci tiene tantissimo e sin qui è stato davvero sfortunato, ora però lo vedo sereno e sta meglio». Menetti in riferimento all'Eu-roCup ha detto:«Non parliamo di quarti di finale, ma di playoff e giocheremo per vincere». «Ha ragione, ma facciamo un passo alla volta. Intanto con la vittoria su Capo d'Orlando e la differenza canestri ribaltata abbiamo portato a casa la salvezza».