«Bene così, ma ci sono altri 40'» Coach Pasquini promuove i suoi per la reazione: «Siamo cresciuti con la difesa, ma l'approccio non va» Federico Pasquini di Mario Carta I SASSARI «Mi interessa la reazione del post Milano, non mi interessa chi incontriamo. Mi interessa che in difesa non giochiamo come avevamo fatto contro Mi- lano, che facciamo la nostra pallacanestro e contro Le Por-tei l'abbiamo fatta». Coach Federico Pasquini a fine gara ha un quadro completo, ben definito dopo le troppe ombre dei primi venti minuti giocati dai suoi. Ed è soddisfatto. «Dovremo sempre avere un approccio diverso al match - sostiene il tecnico - ma dovremo anche vivere sempre di questa energia e l'energia l'abbiamo avuta, portando a casa un buon risultato con un buon margine di vantaggio, anche se ancora non abbiamo fatto niente e c'è ancora da giocare l'intero secondo tempo di questa partita, che dura 80 minuti». Un accenno ai singoli, dalla buona prova di Bostic a un Hat-cher che nonostante sia rimasto a secco «viene da un periodo nel quale è stato fra i migliori, e ci sta» e a un Pierre che non ha reso molto «ma senza Taver-nari l'ho utilizzato da 4. E' mancato Pierre come sono mancati altri, ma il gruppo c'era». Quello che più interessava al coach della Dinamo, però, era avere una reazione dai suoi dopo la batosta di domenica e l'ha avuta, anche se dopo una carburazione molto lenta. «A decidere il match è stata la nostra intensità difensiva -spiega ancora il tecnico dei biancoblù, ieri in biancoverde europeo -. L'attacco per i primi 10-12 minuti non ha girato e noi siamo cresciuti difendendo forte. Ripeto: ancora per il passaggio delUrrno non abbiamo fatto niente ma sono contento, anche se so bene che non possiamo pensare di girare la partita ogni volta come abbiamo fatto in questa occasione». Ora c'è da pensare al campionato, a domenica e al match casalingo di mezzogiorno contro il Cremona di Meo Sacchetti e degli ex Diener e Djo, poi il ritorno in Francia, partendo dal +17 . «Ora - conclude e ribadisce Pasquini -, c'è da pensare a giocare il nostro basket, chiunque sia l'avversario. E quello mostrato ieri nel finale è stato un buon basket.