di Roberto Sanna » SASSARI Gli abbiamo perdonato tante cose, gli perdoneremo anche questa. Del resto solo lui poteva stracciare tre anni di contratto, ritirarsi a 32 anni, poi decidere di tornare in campo dopo tre anni di inattività durante i quali sembrava stesse studiando da allenatore. E non a Sassari, ma da un'altra parte, per ripresentarsi da avversario in quel palazzetto dove aveva già assistito al ritiro della sua maglia e aveva anche giocato una partita nella squadra delle vecchie glorie biancoblù. Se magari si può discutere sul fatto che Travis Diener sia stato il giocatore più forte visto con la maglia della Dinamo, non ci sono dubbi che sia stato quello più amato. Durante le IL PERSONAGGIO Bentornato Aladiener ti perdoneremo quella maglia straniera quattro stagioni sassaresi ha avuto momenti di onnipotenza, nella finale di Coppa Italia vinta da Mvp nel 2014 sembrava Mosè nel Mar Rosso, attraversava il Forum in palleggio e tutti si spostavano al suo passaggio, il suo addio ha lasciato tutti con l'amaro in bocca perché il sogno era vincere lo scudetto e solo lui sembrava in grado di poterlo realizzare. Ha lasciato sul più bello, dopo aver sollevato il primo trofeo, dopo una semifinale persa di un soffio contro un'Armani Milano che quell'anno vinse lo scudetto e arrivò fino ai quarti di finale di Eurolega. Invece non viviamo in un mondo perfetto, lo sceneggiatore aveva scritto un'altra storia: Travis è tornato negli Usa, per consolarsi la Dinamo ha co- struito una squadra ancora più forte e il campionato lo ha vinto sul serio, con le galoppate selvagge di Dyson e non con le pennellate del biondino di Mar-quette. Ancora oggi ci si chiede se con Travis quello scudetto sarebbe mai arrivato, nel dubbio è meglio tenerselo stretto e ogni domenica guardare sul tetto del PalaSerradimigni gli stendardi di quel favoloso triplete del 2015 e ringraziare che sia accaduto. Cose che aiutano a digerire il ritorno da avversario dell'amato Aladiener. In fondo gli abbiamo perdonato i calci alle bottigliette d'acqua, i momenti di assoluta "non difesa", le scenate quando Meo lo chiamava in panchina, gli perdoneremo anche questa, un ritorno a Sassari con un'anonima ma-gliabiancoceleste.