BASKET SERIE A LA CARICA DI CAPITAN NDOJA kk UMORE ALTO VENIAMO DA TRE STOP CONSECUTIVI AFFRONTEREMO L'OLIMPIA CON CORAGGIO GRAZIE ALLA SPINTA DEI NOSTRI TIFOSI «La Virtus ha poca fortuna Ma non intende fermarsi» Fiducia «Fin qui siamo stati più forti delle avversità» Al top Nella classifica degli spettatori il club di Bucci alle spalle di Milano, rivale di domani V nera, un pubblico così è da finale scudetto Bologna CON 5.312 spettatori a partita, la Virtus è seconda nella graduatoria che registra la media presenze al termine del girone d'andata. Resa nota dalla Lega Basket, questa speciale classifica vede al primo posto con 7.589 presenze il Forum di Milano. La Virtus è ampiamente sopra la media complessiva dei club serie A, numero che si fermato a 3.740, con un incremento del 0,14 per cento rispetto alla stagione precedente. Al terzo posto c'è Sassari con 4.542 paganti, resta il fatto che con questi numeri il PalaDozza è davvero stretto. © RIPRODUZIONE RISERVATA CALORE II pubblico della Virtus fa sold out in ogni partita (Ciamillo) Massimo Selleri ¦ Bologna E' DALLO scorso 4 febbraio che la Virtus non gioca al PalaDozza, quando la formazione allenata da Alessandro Ramagli sconfisse il fanalino di coda Pesaro. Domani, ospitando Milano, la V nera si ripresenta in Piazza Azzarita, ma il problema è che in mezzo ci sono state tre sconfìtte sconfìtte consecutive, due in campionato, a Sassari e Venezia, inframezzata dal quarto di finale di Coppa Italia con Brescia. «L'umore all'interno dello spogliatoio è alto - spiega il capitano bianconero Klaudio Ndoja - conosciamo il nostro valore e continuiamo a lavorare con umiltà sa- pendo che il campionato è ancora lungo e che siamo in linea con gli obiettivi che ci sono richiesti. Stiamo continuando a pagare un contributo importante alla sfortuna, Playoff nel mirino «Non facciamo tabelle tutte le partite sono da vincere Siamo vicini alle prime» ma non ci piangiamo addosso, perché siamo convinti che prima o poi la fortuna girerà dalla nostra parte». Domani arriva Milano, quanto sarà importante l'apporto del pubblico? «Tantissimo, come lo è stato nelle gare precedenti. I nostri tifosi sono una sicurezza per la passione e per come riescono a sostenere la squadra. Su questo nessuno di noi ha dei dubbi, sappiamo bene che senza il calore del PalaDozza oggi avremmo meno successi al nostro attivo». Perché la Virtus non vince quando incontra avversarsi che le sono davanti in classifica? «Non c'è una ragione precisa. Appellarsi alla sfortuna potrebbe sembrare una scusante, ma ci sono situazioni che non ti spieghi in altro modo. Prendiamo la nostra ultima partita a Venezia. Non c'è Alessandro Gentile e il fratello Stefano entra e si fa male dopo due minuti. Nonostante queste due assenze noi siamo stati in vantaggio fino a quando Daye non tenta la tripla della disperazione senza neppure guardare il canestro. Fa paniere e noi veniamo sconfitti di un punto. Non si può certo dire che siamo stati fortunati. Anche il calendario ha fatto la sua parte: non è un bene incontrare tutte le squadre più forti l'una dopo l'altra». Come se ne esce? «Migliorando quei fattori che sono sotto il nostro controllo. In altre parole lavorando duro in palestra per provare ad avvicinarle. Quando siamo al completo penso che questa distanza sarà colmata e di questo siamo tutti convinti. A noi la fiducia nelle nostre possibilità non è mai mancata, ma eravamo un gruppo nuovo e abbiamo avuto bisogno di un po' tempo per conoscerci fino in fondo. In realtà la conoscenza piena è ancora lontana perché ci siamo allenati molto poco tutti insieme. Ecco perché siamo più indietro rispetto ai nostri avversari». Quante vittorie vi mancano per andare ai playoff? «Non faccio questo genere di calcoli. La partita più vincente in agenda è sempre quella da vincere. Con questa mentalità siamo saliti dalla A2 alla serie A ed è così che vogliamo disputare questa stagione, dove ribadisco, siamo ancora in corsa per i playoff nonostante le tante difficoltà». C'è un momento in cui ha giudicato «sbagliato il restare alla Virtus? «Assolutamente no. Lo considero un onore vestire la maglia di un club così blasonato come la V nera. Sono contento di essere stato confermato, anche se non dipendeva solo me: non mi dispiacerebbe rimanere qui a luglio». 1 RIPRODUZIONE RISERVATA