L'Ojm non molla mai e riapre più volte la gara senza però riuscire a sfatare il tabù del PalaTrento Varese decolla e s'inceppa mentre l'Aquila vola via TRENTO: Franke 13, Sutton 12, Silins 11, Forray 8, Flaccadori 3, Gomes 20, Hogue 6, Shields 9. Ali: Buscaglia. VARESE: Avramovic 13, Natali 2, Vene 14, Okoye 19, Tambone 2, Cairi 13, Delas 0, Ferrerò 0, Wells 11, Larson 0. Ali: Caja. Arbitri: Mazzoni, Quarta, Galasso. Note - Da 2: T11/25, V 17/36. Da 3: TU/30, V 12/24. Tiri liberi: T 18/23, V 4/8. Rimbalzi: T 30, V 32. Assist: T 15, V 17. Palle perse: T 10, V 13. Recuperate: T 6, V 3. Usciti 5 falli: nessuno. ¦ Varese COS'È Tyler Cain? Fisicamente un 4 ma con la testa di un 5 e la fanciullesca irriverenza spericolata di un 2: numeri di un vero "freak" del Gioco. Di uno capace di iniziare con un 3/3, poi perdersi per 2 quarti avviluppandosi nelle proprie stranezze e infine rimettere in carreggiata i suoi nel finale di partita. Tyler Cain è in sé la grande metafora, il racconto della sconfitta di Varese per mano della Dolomiti Energia Trento. L'82-74 finale è solamente la conclusione di una partita combattuta, sudata. Di una partita decisiva. E decisa, nel complesso, dalle tattiche difensive messe in atto da coach Maurizio Buscaglia. A fare il primo passo avanti nella conquista della sfida, infatti, sono i padroni di casa, grazie a un secondo quarto finito con un parziale di 24-11, arrivato tramite un armonioso gioco corale capace di mandare a canestro equamente tutti gli interpreti sul parquet. Nonostante un time out di Attilio Caja, la sua Varese è una bimba traumatizzata dall'orco, animato tanto dalla diabolica regia di Andrés "Totò" Forray e Sillins quanto da una blindatura del proprio pitturato che ha dell'incredibile. I biancorossi, infatti, in 10 minuti segnano 0 punti da due, affidandosi esclusivamente alle conclusioni (3, ripartite tra quella di Cameron Wells e le 2 di Stanley Okoye) da dietro la linea dei 6,75. La ripresa si apre nel segno di Dominique Sutton, con l'ala di Durham che prova a mettere le ali all'Aquila, trovando punti un po' ovunque: da dentro, da fuori, dalla linea della carità. A tenergli testa dall'altra parte sono principalmente Okoye, Vene, Avramovic e a tratti Wells, in uno sforzo però spesso e volentieri vanificato dalle conclusioni dalla distanza di Joào Gomes. Il balletto dei punti si porta avanti così  con poche interruzioni e cambi di passo  fino alla sirena finale. Fernando Di Cristofaro ITRO Okoye, top scorer Ojm Bologna-Milano, quanta storia ftfjdj Olimpia al banco di prova: i vince per caso o per crescita? j