Overtime di ANGELO COSTA Non ci sono gli italiani? Facciamo come il ciclismo Li trova perché li cerca CHI E' CONVINTO che non ci stailo giocatori italiani, alzi la testa e dia un'occhiata in giro: qualche indicazione utile potrebbe arrivare da altri sport. Ad esempio il ciclismo, che da quattro anni sta cambiando pelle: eravamo gli ultimi della pista, siamo tornati dai recenti mondiali con un carico di medaglie da scomodare la storia. Non è un caso e tantomeno buona sorte: da quando alla guida si è messo Davide Cassani, il passo è cambiato. Da supervisore azzurro, ha sfruttato ogni tipo di esperienza, compresa quella da opinionista tu: gli ha permesso di conoscere come lavorano negli altri Paesi. L'ha messa a frutto promuovendo uno studio approfondito sulle categorie giovanili in ogni settore, facendo squadra con gli altri tecnici per catalogare i migliori prospetti dalla categoria allievi in su. Non bastasse, li ha pure indirizzati, provandoli in specialità diverse dalle loro, convinto che il talento possa esprimersi su più terreni e non in uno soltanto. In sostanza, non è stato ad aspettare che fiorissero dal nulla nuovi atleti, ma ha provato a seminarli a dispetto dell'aridità del terreno: si chiama reclutamento e che cominci a dare frutti è un incentivo a proseguire, non solo una soddisfazione. CHE GLI ATLETI si trovino quando ci si sforza di cercarli non lo racconta solo il nostro ciclismo. Restando al basket, un buon esempio arriva da quella Germania che già nel calcio si è rialzata da un disastro mondiale costruendo in un decennio la Nazionale più forte. Da una ricerca de La Giornata Tipo, sito che racconta il mondo dei canestri con la forza dell'ironia, risulta che nella Bundesliga il minutaggio dei giocatori tedeschi nell'ultimo decennio è raddoppiato. Con un guadagno doppio: per la Nazionale, cresciuta di livello e rimasta infascia alta pur avendo perso una stella come Nowitzki, e per lo sviluppo dei vivai, chiamati a produrre giocatori da utilizzare e non solo per far numero. Altro che strampalate formule algebriche: contano studio e mentalità. Diventerebbe più facile scoprire ragazzi che non hanno nulla di meno rispetto a chi sbarca da oltre confine: in Italia uno dei più recenti è Leo Candì, ventanni, prodotto di un'ottima scuola come la Fortitudo, che a Reggio Emilia è riuscito a farsi apprezzare in fretta perché sa stare in campo da protagonista, si tratti di serie A o di coppa europea. Probabilmente perché ha avuto modo di dimostrarlo. p.s. E giudice ha punito Reggio Emilia con 2.000 euro di multa per «lancio disputi» e Cantù con 1.650 per «lancio di un oggetto che colpiva l'arbitro a una tempia, costringendolo a una medicazione». Perché a gesti ugualmente brutti viene attribuito un valore (economico) diverso? © RIPRODUZIONE RISERVATA