BASKET SERIE A SI E' CAPITO BEN PRESTO CHE PENSARE DI RECUPERARE 17 PUNTI Al SICILIANI ERA UNA CHIMERA. ANZI, IL RISCHIO DI SPROFONDARE E' STATO ENORME. ORA SI VA A BRINDISI Festa dopo la paura: siamo ancora vivi Lo spareggio Capo d'Orlando spaventa la Vuelle, finita sotto di 16 a inizio ripresa. Poi la rimonta LA FESTA DOPO LA PAUPA I giocatori salgono in curva ad abbracciare i tifosi: il guerriero Mika ( 17 rimbalzi) dirige i balli di gruppo Vuelle Betaland dts VUELLE PESARO: Omogbo 15, Ce-ron 6, Crescenzi ne, Clarke 13, Mika 10, Moore 17, Bocconcelli ne, Ancel-lotti 6, Bertone 15, Monaldi, Serpilli 2, Morgillo ne. Ali. Leka. BETALAND CAPO D'ORLANDO: Gali-pò ne, Faust 10, Maynor 6, Atsur 6, Kulboka 3, Laganà ne, Likhodey 19, Campani 9, Wojciechowski 8, Stoja-novic 20, Donda ne. Ali. Di Carlo. Arbitri: Begnis, Lo Guzzo e Vicino. Note-Parziali: 18-16, 31-45,55-62, 70-70. Tiri liberi: Vuelle 15/27, Beta-land 12/22. Tiri da tre: Vuelle 9/28, Betalan 9/27. Rimbalzi: Vuelle 47, Betaland 46. Usciti per falli: Faust e Bertone. Spettatori: 2.481. ¦ Pesaro INCREDIBILE epilogo di una serata pazzesca, che solo il basket può regalare. Finisce con un'invasione al contrario: prima che i tifosi possano entrare in campo per festeggiare lo scampato pericoloso, sono i giocatori che salgono verso la curva ad abbracciare chi li ha sostenuti in una serata tremenda, che aveva portato la Vuelle a un passo dal baratro. Sotto di 16 a inizio ripresa (36-52), mentre Capo d'Orlando giocava con ammirevole leggerezza e Pesaro era schiacciata sotto la pressione della posta in palio, era diffiile credere in una rimonta. Che invece si è materializzata grazie a due triple improbabili di Omogbo, mentre anche Clarke nel 3° quarto scalda la mano dall'arco. Tornata a contatto (55-57), la Vuelle si fa sfuggire di nuovo i siciliani prima dell'ultimo intervallino: il russo Likhodey piazza un altro break. MA CLARKE, che nel primo tempo era rimasto a secco, ormai vede il canestro sempre più grande e sgancia il terzo siluro trasmettendo una valnga di fiducia ai compagni: Ceron si lancia nel coast to coast che vale il -2, quindi Rotnei strappa un rimbalzo offensivo e sorpassa (63-62 al 34'). Viene giù il palazzo. Non sono in molti sugli spalti, ma quelli che ci sono fanno un frastuono impressionante. Inizia il corpo a corpo, con la Vuelle che spreca due-tre occasioni che potrebbero evitarle la sofferenza dell'overtime: in particolare quando Omogbo sul 68-67 sbaglia un appoggio da solo, anziché schiacciare, la gente si dispera. Sul 70 pari, con 24" da giocare, Leka sceglie di non fare fallo e viene graziato da Maynor che fallisce l'entrata a 3" dal gong. Si va così ai supplementari. Dove il turco Atsur, che fino quel momento non aveva mai guardato il canestro, infila due triple da paura: la prima in apertura, l'ultima a 12" dalla fine dopo che Moore aveva siglato quello che sembrava il canestro della staffa, con uno splendido step-back, firmando il +4 (82-78). Mika non ha paura e lancia lungo per Moore che in contropiede chiude i conti. Sulla vittoria pesa parecchio anche il coraggio - o l'incoscienza di Omogbo - che sul 78-76, con la squadra incartata, tenta un uno contro uno concluso con canestro e libero aggiuntivo (poi sbagliato). Molto però si è retto sulle spalle del Mika il guerriero Eric fa la faccia dura dall'inizio un agonista vero, che non molla e poi in curva a ballare coi fans guerriero Mika, che ha tirato giù 17 rimbalzi e combattuto come un forsennato. E dopo la sirena, il mormone trova ancora la forza di dirigere le operazioni in curva dove si balla sulle note di «Andiamo a comandare» pompata magistralmente dal dj. Basta poco, a questa piazza, per tornare a gioire. Elisabetta Ferri