BASKET VUELLE: IL DOPO MATCH OCCHIATE DECISIVE «SUL-16 CI SIAMO GUARDATI NEGLI OCCHI E ABBIAMO CAMBIATO L'ATTEGGIAMENTO» La versione di Spiro Leka: «Ricucito col pubblico» Il coach «La vittoria era il primo obiettivo, ma è importante anche questo» graziare tutti, perché a volte non è semplice - dice Leka - arrivare nella testa dei miei ragazzi ma mi sento di dire che questa settimana hanno fatto tutti un ottimo lavoro». SIAMO entrati nell'ultimo terzo di questa regular season visto che Spiro Leka allenatore di una Vuelle che continua a sperare ¦ Pesaro ERA una partita da vincere e basta per restare ancora a galla e credere nella salvezza. «Siamo vivi, queste due parole bastano per descrivere il momento della Vuelle». Spiro Leka è soddisfatto dopo la gara contro Capo d'Orlando, vinta alPovertime 84 a 81 : «Dovevamo vincere a tutti i costi, avevamo il terrore di essere troppo carichi e poi sbagliare, invece non è andata così. Dopo il secondo quarto ci siamo guardati tutti negli oc- chi perché questa partita doveva essere nostra. I ragazzi sono stati bravi e non posso dirgli niente, ci siamo sporcati le ginocchia, giocato punto a punto e abbiamo continuato a correre». Questo lo ha notato anche il pubblico che fino all'ultimo ha continuato a incitare i ragazzi. «I pesaresi sono brontoloni ma alla fine tutti erano con noi. L'entusiasmo deve partire dai giocatori perché è la squadra che deve trascinare e scaldare il pubblico, così è stato. Devo rin- Di Carlo sincero «Abbiamo fatto tutto noi, abbiamo permesso a Pesaro di riprenderci e poi sbagliato» al termine del campionato mancano solo 9 partita. La strada per la salvezza è ancora lontana perché la vittoria ha solo riportato i punti in parità ma non bisogna dimenticare il +17 dell'andata grazie al quale Capo d'Orlando ha la differenza canestri. La prossima, ancora una volta fondamentale, sarà quella contro Brindisi e la Vuelle deve portarsi dietro le cose buone fatte ieri sera. «A Clarke ho detto di stare molto attento ed è quello che ha fatto, ha dimostrato di essere un leader e che può fare qualcosa di diverso. Moore e Bertone hanno detto la loro, Ceron non ha perso la testa, Serpilli si è fatto trovare pronto, Omogbo a volte si perde in alcuni errori banali ma se gioca di energia è fondamentale. Non possiamo fare esperimenti perché il tempo sta scadendo e ora ci mancano solo 9 partite. Sappiamo che la nostra coperta è molto corta e non dobbiamo mai scoprirci, dobbiamo sempre reagire e andare avanti. Contro Capo d'Orlando la prestazione non contava, dovevamo vincere e lo abbiamo fatto ma quello che contava di più era ricucire i rapporti con la tifoseria e in questo penso che in parte ci siamo riusciti». DALL'ALTRA parte coach Di Carlo: «Credo che abbiamo fatto tutto noi, all'inizio creato un grosso vantaggio - afferma - poi ci siamo fatti riprendere e abbiamo sbagliato tiri decisivi. Può capitare che sul possesso si perda la palla, ora bisogna digerire bene alla sconfitta perché da oggi parte un altro mini campionato di appena 9 giornate, dobbiamo dare il massimo e giocare una partita alla volta, alla fine tireremo le somme. La nostra idea era quella di togliere la palla dalle mani a Moore e Clar-ke, in parte ci siamo riusciti ma Omogbo e Bertone hanno trovate altre alternative. La serata per noi è andata male, sicuramente la pressione emozionale si è sentita: il basket è fatto di scelte e chi le sbaglia è giusto che perda la partita». Monica Generali