Società e capitano Amadori-Costa: «I 35mila euro di incasso servivano». Ceron: «Spero cambi il clima adesso» «Grazie ai tifosi: ci sono stati vicini e hanno gioito con noi» ¦ Pesaro ALLA FINE ha vinto la passione per la maglia. Quella dei giocatori che hanno lottato e battuto Capo d'Orlando e dei pesaresi che hanno risposto al Vuelle Day e ci hanno creduto fino alla fine. «Il nostro ringraziamento va a tutti i tifosi che sono venuti al palazzo e hanno capito lo spirito della società. Devono sapere che questa è una giornata che ci siamo dovuti inventare perché avevamo veramente bisogno di questo incasso. Li ringraziamo di cuore, in curva non hanno mai smesso di cantare. Una promessa: la venderemo molto cara questa pelle, da qui alla fine sarà una grande battaglia, avremo qualche arma in meno, ma ce la metteremo tutta». Soddisfatti dopo la vittoria contro Capo d'Orlando, il presidente della Vuelle Ario Costa e quello del Consorzio Luciano Amadori ringraziano i circa 2.500 tifosi che all'AdriaticArena hanno sostenuto la squadra. Dopo i malumori dell'ultimo periodo tra la tifoseria e la società i rapporti sembrano essersi in parte ricuciti, lo dimostra l'abbraccio finale che la curva biancorossa ha riservato ai giocatori che contro Capo d'Orlando hanno lottato con i denti per ottenere questa importante vittoria. «HO AVUTO la sensazione che loro ci credessero più di noi - ha commentato il capitano Marco Ceron nel post partita - appena hanno visto che la partita si poteva riaprire ci hanno fatto sentire il loro supporto. Non nascondo che con la tifoseria negli ultimi tempi non ho avuto un bel rapporto: personalmente non sto passando un periodo tranquillo e un po' del mio malumore lo devo anche a questa situazione che si è creata qui - aggiunge - ma dopo questa sera penso che qualcosa possa cambiare, ne ho bisogno anch'io. Contro Cremona ho avuto un blackout totale che nemmeno ora riesco a spiegare. Quando le cose vanno male per troppo tempo è difficile rialzarsi, io sono molto legato alla mia famiglia e alla mia fidanzata e a volte mi mancano molto: devo trovare la forza di parlarne con una persona che mi può aiutare a superare questo momento difficile». Il tanto contestato Vuelle Day si è concluso con un sorriso, quello del capitano, pronto a ricucire il rapporto con i tifosi, e quello di tutta la tifoseria che finalmente ha rivisto vincere la squadra dopo cinque sconfitte consecutive. «A fine primo tempo siamo entrati negli spogliatoi e abbiamo capito che dovevamo fare qualcosa per cambiare la partita, era o vita o morte e quello che stavamo facendo non andava bene. Eravamo tutti molto arrabbiati - dice Marco - ma anche motivati, d'altronde non può andare sempre male. Nel primo tempo loro sono stati più bravi, ma nel secondo noi siamo stati più intensi». mon. gerì. FELICE Marco Ceron: «Ho vissuto un periodo diffìcile»