Delusione Marino: «Non ho mai visto questa squadra giocare così male» IL PRESIDENTE Tensione e tanta voglia di chiudere il capitolo della permanenza. Alla fine è venuto fuori un flop su cui riflettere " BRINDISI - C'è davvero tanta delusione in casa Brindisi. Doveva essere la domenica nella quale festeggiare il traguardo della salvezza invece si è trasformata in una vera e propria via crucis, che rischia di complicare il finale di stagione rendendolo maledettamente tortuoso. A quattro giornate dal termine del campionato la corsa verso la permanenza si fa più dura. Brindisi incrocerà sulla sua strada Cremona e Reggio Emilia in casa, Varese e Cantù in esterna. Non un calendario impossibile, ma nemmeno semplice. Soprattutto adesso che bisognerà fare i conti con l'assenza (pesante) di Nic Moore. Una pedina in meno nello scacchiere di coach Francesco Vitucci, proprio in vista della volata finale. Che adesso viene resa difficile ed irta, molto più di quanto lo fosse prima. Brindisi è stata capace di rendere intricata la matassa più per demeriti propri che per veri meriti altrui. «Abbiamo perso la partita in malo modo», taglia corto il presidente della New Basket Fernando Marino. «Credo che la squadra si sia resa protagonista della più brutta partita da quando io sono presidente di questa società. Non ho mai visto giocare così male la squadra, la tensione della posta in palio così alta si è fatta sentire anche se sono giocatori che di esperienza ne hanno tanta». «Forse abbiamo pagato la troppa voglia di chiuderla qui e di festeggiare con il nostro pubblico la salvezza», prosegue il numero uno del club di contrada Masseriola, «facendoci così prendere dalla frenesia. Era un'occasione ghiotta è vero, ma ce la siamo fatta sfuggire di mano. Poi mettiamoci anche l'infortunio di Nic Moore e quindi il quadro è completo. Se devo dire una cosa, non sono molto preoccupato per quanto concerne il discorso salvezza, perché ci basta vincere una sola partita delle prossime quattro che restano ancora da giocare. Resta però il rammarico per come è andata a finire questa sera (ieri, ride). Vogliamo fortemente il traguardo della salvezza e faremo in modo di raggiugerlo». La Happy Casa non poteva fallire l'appuntamento contro Capo d'Orlando. Purtroppo lo ha fatto, e in malo modo an- che. La sfida con i siciliani è l'esatta fotografia della stagione vissuta fino a questo momento da Cardillo e compagni i quali hanno sempre camminato lungo un filo sottile. Sono caduti e sono riusciti a rialzarsi, molto spesso hanno fatto e disfatto trovando poi degli appigli che le hanno permesso di continuare la corsa. Quegli stessi appigli che ora dovranno gioca forza ritrovare. La massima serie è un patrimonio troppo grande per questa città, che non va perso. Ancor di più rispetto al recente passato è giunto il momento di sigillare la salvezza. Così come si è riusciti a complicarsi la vita, allo stesso modo i bianc azzurri dovranno venir fuori dalle secche. Non sarà facile, ma hanno l'obbligo di farlo. A quattro giornate dal calar del sipario niente è compromesso, ma d'ora in poi ogni ulteriore caduta potrà essere deleteria. Adesso nel momento di maggiore difficoltà bisogna tirar fuori gli artigli e vender cara la pelle. A cominciare dal prossimo impegno, quello che domenica vedrà la Happy Casa nuovamente impegnata sui legni del PalaPentassuglia contro Cremona. A.Rod. Nella foto grande Moore nel momento dell'infortunio. A sinistra Giuri e sopra la delusione del presidente Marino (Fotoservizio di Max Frizione) oBpzrrc