LE INTERVISTE: LA SODDISFAZIONE DEL COACH CHE RIVELA: «SONO QUI PERCHE IL PRESIDENTE MI HA DETTO CHE NIENTE E IMPOSSIBILE» Mazzon: «La strada è lunga, ora serve un po' di pazzia» BRINDISI Vittoria fondamentale per la Be-taland Capo d'Orlando che ritrova il sorriso a distanza di 13 partite e dopo oltre 4 mesi di stop. «Siamo stati molto bravi - commenta a fine gara coach Andrea Mazzon- anche se non abbiamo fatto niente perché nelle ultime quattro dobbiamo vincerne due. Credo che dopo le prestazioni della settimana scorsa contro Varese e di questa sera contro Brindisi la squadra meriterebbe due vittorie. Rispetto a Varese siamo anche stati certamente un po' più fortunati, ma ci è servito perché ci siamo focalizzati sulle cose che dobbiamo migliorare. La strada è ancora lunga, mancano quattro partite. Dobbiamo allenarci ma stiamo lavorando bene. Credo che Brindisi sia stata sfortunata con l'infortunio di Moore: sono cose che capitano così come il canestro di Okoye a 2' dalla fine della partita. Ci sono da sistemare alcune cose, ma è evidente che siamo una squadra che ha dei limiti, lo sappiamo, ma dobbiamo far diventare la conoscenza dei nostri limiti la nostra forza e stasera lo abbiamo fatto. Se sei conscio dei tuoi limiti cerchi di fare al meglio tutte le altre cose. È chiaro, se avessimo segnato alcuni liberi nel primo tempo e alcune realizzazioni da vicino forse avremmo chiuso anche prima la partita, ma alla fine abbiamo segnato canestri come quello di Smith ed abbiamo scelto bene negli ultimi secondi. Siamo stati intelligenti - prosegue Mazzon - a far spendere loro i falli che li portavano in bonus praticamente subito e poi abbiamo attaccato con Stojanovic per Knox. Dobbiamo giocarcela anche se affronteremo squadre che si giocano lo scudetto. È evidente che se mi sono preso la responsabilità di venire a Capo è perché il presidente, in tutta chiarezza, mi ha detto che niente è impossibile. Ci vuole un po' di pazzia per giocare le partite che ci restano. Knox? Sono felicissimo di allenare un giocatore come lui, ho un gran bel rapporto con la persona che è Justin. Merita ciò che sta ottenendo: lavora duro, è molto serio ed è strano che un giocatore così si trovi in questo palcoscenico perché dovrebbe giocare facilmente le partite di questo livello». < (f.c.) I coach dell'Orlandina Andrea Mazzon