BASKET SERIE A UN'ALTRA DELUSIONE E' LA SESTA SCONFITTA CONSECUTIVA TRA EUROCUP E SERIE A: NEL FINALE CHRIS WRIGHT E' STATO TROPPO EGOISTA MERCOLEDÌ' SI TORNA IN CAMPO LAGRISSINBON GIOCHERÀ1 AL PALABIGI MERCOLEDÌ'ILRECUPERO CONTRO LAVANOLI CREMONA, GARA RINVIATA PER LEUROCUP Una Grissin Bon dai due volti: è la solita sconfitta Partenza disastrosa 128-8], straordinaria rimonta (53-59) poi un finale da mettersi le mani nei capelli: addio playoff finali...), grandi occasioni buttate al vento con un'incredibile leggerezza. E così, anche ieri, la compagine reggiana prima è affondata (28-8), poi è risorta dalle proprie ceneri (65-69 al 36°) e infine si è suicidata in un finale in cui ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare e pure qualcosina in più. Dicendo addio in modo praticamente definitivo ai playoff. Ma d'altronde se si va in campo con la testa tra le nuvole e senza la giusta rabbia agonistica, il risultato non può essere diverso. CERTO è che, un giorno, qualcuno ci spiegherà cosa succede negli spogliatoi biancorossi prima delle partite. Perché, come ormai succede da troppe gare, la Grissin Bon che scendeva in campo era irritante e straordinariamente brutta. Più molle di uno stracchino. Più leggera di una piuma. Più scassata di una vecchia bici. E con un bidone dei rifiuti al posto del cuore, per dirla alla Buffon. Fatto sta che Varese mitragliava il canestro reggiano con una facilità disarmante e in pochi minuti sembrava chiudere la partita (28-8 al 9°). Per fortuna Menetti si ricordava di avere in panchina Llompart (cosa volete farci: quelli bravi o vanno in tribuna o stanno in panchina, mah...) e il play spagnolo dopo qualche minuto di rodaggio, prendeva in mano il volante della partita cambiandone completamente il volto. I suoi assist (11 a fine gara in 29 minuti), i suoi passaggi, la sua saggezza tattica ridavano lucidità e serenità alla Grissin Bon che cominciava una difficile e lenta risalita malgrado le triple implacabili di Avramo-vic (15 punti al riposo). Negli ultimi 5 minuti prima del riposo la Grissin Bon piazzava un break di 16-5 che permetteva ai biancorossi di ricucire, almeno in parte, la partita regalandosi, così, ancora qualche speranza sul 43-35 di metà gara malgrado il 5/11 da 3 punti dei padroni di casa a cui faceva da contraltare il terribile 1/9 dei biancorossi. LE MAGIE di Llompart continua- PROTAGONISTA Pedro Llompart al tiro nel cuore della difesa varesina: la sua grande prova non è bastata Openjobmetis Grissin Bon OPENJOBMETIS: Larson 10 (1/3, 2/5), Avramovic 21 (4/11, 3/8), Okoye 14 (2/7, 2/4), Vene 6 (2/3), Cain 15 (5/6); Ferrerò 7 (2/2), Dim-sa, Tambone 5 (1/3, 1/2), Delas, Natali 2 (1/1, 0/1). N.E. Ivanaj e Bergamaschi. Ali. Caia GRISSIN BON: C. Wright 16 (4/11, 2/7), Candì 6 (3/3, 0/4), Markoishvili 7 (2/7 da 3), White 14 (4/5,1/3), Cervi 6 (2/5); J. Wright 17 (5/6, 1/2), Llompart 7 (0/1, 1/4). N.E. Bonacini, Della Valle, Dellosto. Ali. Menetti Arbitri: Sahin, Bartoli e Morelli NOTE - Parziali tempi: 28-10, 43-35, 55-59. Tiri liberi: Openjobmetis 20/22, Grissin Bon 16/20. Uscito per 5 falli Vene al 3578 (63-66). Antisportivo a Tambone al l 9'57 (28-8). Rimbalzi: 36-27 per Varese. Spettatori 5.100 Daniele Barilli SAPORE di sale. E, se volete, pure sapore di mare. E' amatissimo e pieno di sale il sapore che lascia sul palato la sconfìtta in terra varesina, la sesta consecutiva per la Grissin Bon tra serie A ed Euro-cup. Una sconfìtta amarissima che ha il sapore della resa definitiva. Quest'anno, insomma, niente playoff: si andrà tutti al mare. E, vi diciamo la verità, non sappiamo se essere più arrabbiati o amareggiati. Perché la partita di ieri è la fotografìa esatta di una squadra che ha potenzialità enormi, ma che fa di tutto, Menetti compreso, per dispederle al vento. Scelte incomprensibili (solo a Reggio un genio come Llompart poteva finire in tribuna o in panchina mentre la squadra affonda, mah...), passaggi a vuoto quasi strutturali (la Grissin Bon sembra quasi fare apposta a partire da meno 20 e a smettere di giocare nei 3 minuti vano ad illuminare il cielo di Ma-snago ad inizio ripresa e quando White si sbloccava dal perimetro la Grissin Bon, incredibilmente, effettuava il sorpasso (49-50). La difesa a zona reggiana imbrigliava l'attacco varesino sempre più in affanno (l'Openjobmetis realizzava solo 27 punti nei 20 minuti centrali del match) e Reggio toccava il più 6 (53-59). I biancorossi non riuscivano a dare l'ultima spallata all'incontro e si illudevano fino a meno di 4 minuti dal termine (65-69) poi tre triple varesine (l'ultima di Larson da almeno 9 metri...) e le scelte, troppo egoiste, di Chris Wright che buttava al vento almeno tre palloni, affondavano i sogni e le speranze bian-corosse. Sapore di sale. E, ahinoi, sapore di mare. S RIPRODUZIONE RISERVATA Dalla Salda «Alla squadra manca sempre la cattiveria» DELUSIONE, rabbia e sconcerto. Questo si legge sul volto dell'amministratore delegato biancorosso Alessandro Dalla Salda, quando si presenta ai microfoni a fine partita cupo in volto. «E un brutto momento - sono le sue prime parole -. È diffìcile digerire tre sconfitte in fotocopia, e purtroppo si rischia di dire sempre le stesse cose. Forse noi non stiamo riuscendo a toccare le corde nei giocatori, ma loro devono sempre avere il desiderio di vincere nei momenti chiave. Invece anche nei nostri momenti migliori si ha la sensazione che la partita non sia mai finita...». E il plenipotenziario bianco-rosso non nasconde quella che secondo lui è la principale responsabile del momento negativo interno alla squadra... «Manca sempre la cattiveria per chiudere le partite, al di là dei discorsi tecnici e dell'organico in difficoltà per le assenze. Il fatto che non riusciamo a intervenire su questa squadra è per me causa di grande frustrazione». a.r.