L'ICONA AZZURA, CHE DOPO IL RITIRO CONTINUA A VIVERE IN PAESE, RIPERCORRE LE TAPPE DELLA STAGIONE Basile: «Avrei fatto scelte diverse. Che delusione Kulboka!» «Inaspettato e inaccettabile l'atteggiamento di Maynor» Giuseppe Lazzaro CAPO D'ORLANDO Sette stagioni, 229 partite, due volte ai playoff e alle Final Eight di Coppa Italia, sei salvezze, una retrocessione: questa l'Orlandi-na in A e tra i grandi protagonisti c'è stato anche Gianluca Basile, che dopo il ritiro ha continuato a vivere nella cittadina dove ha concluso la gloriosa carriera. «Partiamo dal presupposto -analizza il "Baso" - che non sappiamo il reale valore del budget a disposizione, i giocatori disponibili e il loro costo. Ma dall'esterno, sicuramente io avrei fatto delle scelte diverse. Per me avendo una squadra di giovani, andavano allenati anche in ottica del doppio impegno. I giovani hanno più energia ma con que- sta soltanto le partite non si vincono. Sono state fatte delle scommesse a cui Capo d'Orlando ha abituato. L'anno scorso si erano ripresi Archie e Diener, c'è stato il colpo Fitipaldo e le cose sono andate bene. Dopo Fitipaldo è arrivato Ivanovic, si è fatto male Berzins ed è stato ingaggiato Tepic, uno che ha vinto l'Eurolega ed è stato allenato da Obradovic. Si era incastrato un meccanismo perfetto, mentre quest'anno è stato il contrario». Basile parte dal girone di andata. «Mi hanno sorpreso le 5 vittorie, arrivate da una Orlan-dina giovane ed inesperta. Fino alla partita con Brescia, quando è andato via Edwards, sono state fatte delle scelte che io ho condiviso. Mi è stato chiesto un parere e io ho approvato. Vedevo in Maynor, per quello che avevo seguito a Varese, un giocatore che ci poteva dare un'altra dimensione creando dal pick and roll e mettendo in ritmo i tiratori: contro Trento si erano viste queste combinazioni. La palla girava, Maynor ci aveva fatto ben sperare. Poi è iniziata l'agonia, non mi aspettavo l'atteggiamento che Maynor ha mostrato, non pensavo che si potesse arrivare a questo, sempre valutando da fuori. Non capisco come un professionista possa comportarsi in quel modo, uno che è stato anche nella Nba: inaccettabile. Una scommessa persa? Certamente Kulboka, che mi ha molto deluso». Poi le 14 sconfitte in fila. «Se una squadra giovane che fa la Coppa con i viaggi lunghi inizia a perdere, allora rischia. Viaggi e non ti alleni, perdifiducia. Non sono più riusciti a venirne fuori. Da qui i malumori, nessuno contento, l'allenatore nervoso, i dirigenti anche, un clima di tensione». Basile salva la parte finale della stagione, anche se non è bastata. «Forse si poteva cambiare prima l'allenatore ma la società si èben comportata, considerato che credeva in Di Carlo. Hanno voluto cambiare qualche giocatore scontento, ma anche dopo la squadra non rispondeva e allora l'ultima spiaggia è stato l'esonero. L'Orlandina ha lottato con tutte le sue forze per restare in A, ma purtroppo si sono verificate delle situazioni che non si possono controllare. Complimenti a Pesaro che va a vincere a Milano, ma per quello che si era visto in stagione credo che gli avversari abbiano sottovalutato la partita. E quando ti trovi punto a punto tutto può succedere. Sono molto dispiaciuto - conclude Basile - sono venuto a Capo d'Orlando perché credevo nella Serie A e l'abbiamo ottenuta. Ora è come se mi avessero tolto una creatura». <