VAI CANTÙ' «Cantiamo i playoff» Sodini.«Sono come la BonusTrack in un disco: giochiamoceli al meglio delle possibilità» «Mostriamo il coraggio e non il pianto, come è già successo in Coppa Italia a Firenze» LUCA PINOTTI CANTÙ «I playoff? Come in certi dischi musicali, sono la nostra "bonus track"». Un regalo per i tifosi canturini, un premio per il lavoro di squadra che ha consentito alla Red October di entrare tra le prime otto del campionato. E ora arrivano «i nostri amati cu-ginetti», dice il tecnico Marco So-dini. Si potrebbero dire tante cose su questa partita, anche che Cantù ci arriva con la mente libera e con la consapevolezza di aver già sparato tutte le cartucce. Manon sarà così: «Non è nelmio carattere. Questi quarti vogliamo giocarceli tutti, al meglio delle nostre possibilità, come successo in Coppa Italia Tra le big del campionato, è l'unica che siamo riusciti abattere e li vogliamo affrontare con lo spirito coraggioso di chi vuole ripetere l'impresa di Firenze, ben consapevoli che la loro struttura è stata architettata per competere e vincere in campionato, Coppa Italia ed Eurole-ga sono una corazzata composta da tredici giocatori veri, con The-odore e M'Baye fuori roster. E nella serie la profondità del roster può fare la differenza». «Sbruffoni e guasconi» La scelta di Cantù sarà chiara e netta: «Non gestire la serie, non possiamo permettercelo. Vuol dire che andremo a giocare la prima partita come se fosse l'ultima, per poi recuperare energie fisiche e mentali per fare la seconda. La loro struttura è notevole: Cincia-rini dopo la sconfitta in Coppa Italia, è stato il motore emotivo della squadra Goudelock ci ha fatto malissimo a Desio, Micov non ha bisogno di essere presentato, Kuzminskas è uno deilunghi che completa la struttura con Tarczewski e Gudaitis. Un "ingombro" difficile da contenere». Detta così, sembraDavide contro Golia, paragone già usato alla vigilia delle FinalEight: «Conloro l'obiettivo è sempre stato allargare il campo a 28 metri, di giocare al limite, di correre, cercando di essere anche un po' sbruffoni e guasconi. Servirà accettare di prendere il primo buon tiro possibile, spingere il contropiede al massimo, aumentare a dismisura il modo di essere quasi unici nel nostro tipo di gioco. In poche parole dovremo essere tutto quello che Milano non vorrà fare». E, soprattutto, serviràlafaccia giusta: «Vogliamo mostrarci con il coraggio e non con il pianto, con entusiasmo e non con delusione, e questo deve valere in ogni singola azione. Purtroppo non ci siamo riusciti nelle ultime due partite, in cuinonsiamo stati molto brillanti. È chiaro che servirà anche una spinta d'orgoglio individuale, perfarsìche certi gap fisicie tecnici non siano esasperati. E dico anche che una volta li abbiamo battuti e una volta abbiamo perso combattendo: questo significa che siamo stati capaci di competere contro di loro, questo è un ricordo che dobbiamo portare con noi. Così come si deve ricordare quantafatica abbiamo fatto solo per competere contro di loro». «Giocare alla morte» Ma sarà possibile anche attuare un calcolo strategico delle energie? «Non siamo in grado dì gestire le energie - risponde secco -perché abbiamo sette giocatori che hanno giocato 35 minuti di media e non stravolgeremo le rotazioni. C'è un equilibrio che abbiamo trovato. Quindi dovremmo giocare alla morte, per poi cercare di ripeterlo. Lo dico subito, non sarà facile. Però, a favore della mia squadra dico cheabbia-mo dimostrato di saper ricaricarci in fretta: dopo la partita con Milano in Coppanessuno avrebbe scommesso su una prestazione come la nostra contro Brescia). Magari si potrebbe contare su un minutaggio più alto di Cro-sariol: «Non ha il ritmo partita dipende da quanto riesce a fare lui in campo e dalla necessità tecnica di averlo. Ovvio che se lui è in grado di giocare giocherà, vista la mole dei giocatori avversari...». Laprima è cruciale o è di studio di una strategia? «Non siamo in grado di gestire le energie, risponde secco - abbiamo sette gio- catari die hanno giocato 35' e non stravolgeremo le rotazioni. Ce un equilibrio che abbiamo trovato. Un conto sulle energie non si può fare. Nel caso succedesse, vuole dire che faremmo cose diverse. Quindi dovremmo giocare alla morte, per poi cercare di ripeterlo. Lo dico, non sarà facile. Però nessuno avrebbe pensato a una prestazione super come contro Brescia in Coppa dopo lapartita contro Milano». Infine, Sodini apre una lunga parentesi dedicata ai giocatori, ai quali il coach dà già i voti: «Non faccio il diplomatico, dico 11, a tutti. Appagamento? Mi auguro che non ci sarà. Alla fine, tutto il campionato serve ad accedere a un torneo in cui si gioca per vincere. Qualcuno ha detto che i playoff sonoperuomini, non per giocatori. E io ho grande fiducia nei miei uomini». L.Spo. ¦ «Appagamento? Mi auguro di no Il campionato serve per un torneo in cui si giocaper vincere» Marco Sodini esulta sotto la curva canturina dopo la conquista dei playoff foto andrra butti Christian Burns a canestro nel derby con Milano del girone di ritorno al PalaBancoDesio butti