GRISSIN BON L'ADDIO DI AMEDEO «Quanti amici veri qui Menetti? Un motivatore Grazie a Markoishvili» Gabriele Gallo NON era lì solo per lui, ma soprattutto per lui. Il popolo biancoros-so in piazza San Prospero ha tributato l'ultima ovazione ad Amedeo Della Valle, che si appresta a lasciare la Grissin Bon in direzione Milano. Della Valle, cosa prova davanti all'abbraccio di tutta questa gente: l'ultimo in canotto Grissin Bon... «E' una manifestazione d'affetto incredibile. Così come sono decine i ricordi che mi faranno compagnia. Ed è difficile sceglierne uno. E' proprio tutto il percorso che ho fatto in questa città, in quasi cinque anni il... Ricordo». Del Della Valle cestista si sa Eroticamente tutto. Ma il Del-i Valle cittadino reggiano cosa faceva quando non aveva la palla in mano? «Camminava, per il centro storico, per i parchi. Incontrava tutti gli amici veri, che erano quasi tutti estranei al basket. Persone che mi hanno sostenuto nei momenti più duri. Il legame con loro durerà per sempre». Dei ricordi belli non vuole fa- re una graduatoria. Il più amaro? «Non è un mistero: la scorsa stagione è stata veramente dura». Ora che la sua esperienza biancorossa sta giungendo al termine c'è qualche sassolino che vuole togliersi dalla scarpa? Parlare forse degli egoismi di qualcuno che tolsero serenità a tutta la squadra? Il ricordo più amaro «Non è un mistero: la scorsa stagione è stata veramente dura» «Quella era solo una delle cose che non andavano. Frizioni ce n'erano, ma non c'è mai una sola causa quando le cose non funzionano. Per fortuna è arrivata questa stagione». Che lei pareva sul punto di non disputare con la Grissin Bon. Poi tutto si è ricomposto e lei ha giocato forse la sua migliore annata... «Una volta chiusa la vicenda, sapevo che avrei dato l'anima per questi colori e ho fatto di tutto per rendere al meglio. Magari da fuo- ri questa mia motivazione, a settembre, non si percepiva. Ma io avevo ben chiaro cosa volevo e potevo fare». Max Menetti ha speso parole di grande elogio per lei, ma è noto che non sempre le cose tra voi sono andate per il verso giusto. «E' stato un rapporto di quasi cinque anni, intenso. E come in tutti i rapporti solidi e di lunga durata ci sono stati picchi e burroni, ma ci siamo sempre detti tutto in faccia con grande onestà. E' un coach che stimo tantissimo». Che meriti ha avuto nella sua crescita? «Max da ogni suo giocatore sa tirare fuori tutto quello che ha. E' un motivatore straordinario che ti spinge a sputare sangue per aiutare la squadra. Ha saputo farlo anche con me, e mi è servito molto». Il compagno che più l'ha aiutata a migliorare? «Nessun dubbio: Manuchar Markoishvili. Mi ha sempre spinto ad andare oltre i miei limiti, a migliorare ogni singolo allenamento». Ci aspettavamo citasse anche Kaukenas. «E' stato un grande giocatore. Ma il mio riferimento è Manuchar». © RIPRODUZIONE RISERVATA