BASKET IL PERSONAGGIO IL PATTO CON BRAUN «IL SUO ARRIVO HA RIBALTATO TUTTE LE CARTE, IN CAMPO E SPOGLIATOIO POI ANCH'IO SONO TORNATO IN FORMA» UN FUTURO INSIEME? «QUEST'ANNO SONO LIBERO, NON SO ANCORA COSA SUCCEDERÀ' VEDIAMO... HO FEELING CON TUTTI» Clarke, il supereroe tornato dall'Australia per salvare la Vuelle ¦ Pesaro LO HA RIFATTO. È entrato in corsa e ha salvato la Vuelle per la seconda volta. Non c'è dubbio, ormai, che Rotnei Clarke sia il supereroe di Pesaro: quello che nelle storie arriva volando da lontano, prende per mano chi si trova in difficoltà e lo porta al sicuro. Così ha fatto ha fatto Rot che, atterrato dall'Australia, ha portato a termine la sua missione caricandosi la squadra sulle spalle e mettendola in salvo. E poi? Come continua la storia? «Quest'anno sono libero non so ancora quello che succederà, vedremo». Clarke lascia un piccolo spiraglio aperto a chi gli chiede del suo futuro, rispondendo con un sorriso durante la serata dei saluti finali, al BelSit. Cena offerta alla squadra da un tifoso speciale, Gilberto Bavosi in collaborazione con il locale della Panoramica. La speranza di vederlo ancora con la divisa biancorossa è l'ultima a morire, perché a differenza dello scorso anno, quando era legato da un biennale con gli Ha-wks, ora è free agent e potrà quindi scegliere senza vincoli. E chissà che sulla decisione non possa influire di nuovo la sua famiglia, che di Pesaro si è innamorata: «Qualche mese fa, nel momento in cui ho saputo che c'era l'opportunità di tornare qui non ho avuto dubbi perché avevo un bellissimo ricordo della città e del feeling che si era instaurato con i tifosi» ammette. AMORE RECIPROCO che i tifosi biancorossi sperano si possa trasformare in una storia duratura, anche se la realtà dei fatti dice che sarà molto difficile trattenerlo a Pesaro. «Quest'ultimo anno è stato molto più divertente del precedente, perché nes- Orgoglio «Stavolta è stato anche più bello perché la squadra era inesperta e quasi nessuno credeva in noi» suno si aspettava che ci saremmo salvati e invece abbiamo dimostrato di potercela fare, nonostante fossimo una squadra giovane. È stata certamente una salvezza più diffìcile da raggiungere rispetto a quella del 2017, perché i ragazzi erano meno esperti. Ma quando sono arrivato qui avevo in testa solo quest'obiettivo, quindi non po- tevo non realizzarlo». C'È VOLUTO un po' per riacquistare la forma ideale, perché Clarke quest'anno dall'Australia è arrivato un po' appesantito «ma grazie al lavoro dello staff, che mi ha seguito moltissimo sia nelle terapie che in allenamento, ho ripreso la mia condizione ottimale». Un aiuto morale è arrivato, invece, anche grazie all'ultimo acquisto, Taylor Braun, suo grande amico e compagno di squadra in Belgio. «Averlo qui ha ribaltato completamente le carte, sia in campo che nello spogliatoio -spiega Clarke -: è stato molto positivo per me, ma soprattutto per tutta la squadra, perché è un giocatore che ha molta esperienza e l'ha trasmessa ai compagni. Abbiamo giocato insieme e sapevo già che ci saremmo trovati bene. Prima del suo arrivo l'ho chiamato un paio di volte per spiegargli la situazione della squadra». Ma soprattutto com'era Pesaro, un ambiente che scotta, specialmente nei momenti delicati. «Sono molto contento di aver fatto parte di nuovo di questa organizzazione molto professionale e che amo tantissimo». Monica Generali SORRISI La tavolata dell'altra sera al Bel Sit. Nel tondo, Rotnei Clarke