Polonara il più affidabile in una Dinamo incostante Da Scott Bamforth i picchi di rendimento più alti ma anche un lungo vuoto I centri Jones e Planinic chiudono in crescendo, Hatcher è la delusione di Andrea Sini » SASSARI Si sono applicati tutti con impegno, ma il rendimento non è stato sempre quello che ci si aspettava. L'annata 2017-18 per la Dinamo si è già chiusa con un deludente "zero" nella casella degli obiettivi centrati, alcuni dei quali davvero per un soffio. Provando a valutare il rendimento dei singoli, l'elemento comune è la scarsa costanza che ha accompagnato la stagione. Non a caso la palma di migliore spetta all'elemento che durante tutto l'anno è riuscito a mantenere una certa linearità nelle prestazioni. ^ - Achille Polonara. L'ala # ' marchigiana arriva a Sassari alla ricerca del rilancio e gioca tutte le partite di campionato e Champions league, partendo quasi sempre in quintetto. Impiega un po' a trovare il passo giusto, inciampa in tre "virgole" e gioca complessivamente almeno cinque partite assolutamente insufficienti. Ma nel complesso è il più costante della squadra: 17 volte in doppia cifra, con quattro doppie-doppie e cifre finali di tutto rispetto: 10,9 punti per gara in 27' con il 58,1% da 2 e il 40,5 da 3, 5,6 rimbalzi. Paga il fatto di non avere un vero sostituto nel suo ruolo, ma è ormai chiaro che si è trattato di una scelta della società. 7 Scott Bamforth. Doveva "! essere la stella della squadra e in effetti ha giocato da stella parecchie partite: in doppia cifra 23 volte su 29, oltre i 20 punti in 9 occasioni, con alcuni lampi di classe stellari. Soffre le difese fisiche, non ha il killer in-stinct e va in crisi da metà stagione in poi, curiosamente dopo avere prolungato il contrat- Shawn Jones. Ha un P«<^ buon impatto col to. Finisce quasi da separato in casa con Pasquini, si riprende con Markovski e chiude con 14,9 punti di media con il 42,4% da 3 e 3,6 rimbalzi. 6P Rok Stipcevic. Nella " J sua terza stagione sassarese il play croato è condizionato pesantemente da due infortuni, ma riesce comunque a ritagliarsi uno spazio importante, rendendo al meglio soprattutto quando può giocare da play puro senza doversi caricare (come nell'anno precedente) di troppi minuti e troppi tiri. Chiude con 8,3 punti per gara, con il 38,7% da 3 (40,7 in Champions) e un eccellente saldo tra assist (4,5) e palle perse (1,6). 6.5 campionato, andando 11 volte in doppia cifra nel girone d'andata. Poi una flessione legata in parte agli acciacchi fisici (ma salterà solo una gara) e qualche passaggio a vuoto di troppo, con le cifre personali che calano alla lunga ma non sono da buttare: 10,3 punti con il 58% da2 (il 72% in coppa) e 7 rimbalzi in 22 minuti di impiego. Ha i numeri per dominare, ma l'incostanza è il suo principale difetto. 6P Darko Planinic. Il mj centro croato gioca quasi a fari spenti, poco appariscente ma piuttosto concreto. Minutaggio abbastanza basso (16,5' di media), discreta pericolosità a livello offensivo (9,5 punti con il 62,9% al tiro), nonostante la stazza non è impattante a rimbalzo (4,3) dove non va mai in doppia cifra. Anche lui è piuttosto incostante ma ci si potrebbe scommettere ancora. £T m Dyshawn Pierre. L'a-Qt la canadese, alla sua seconda stagione tra i professionisti, è la grande rivelazione del girone d'andata con 10,4 punti e 5 rimbalzi di media. Si guadagna la conferma "scivolando" dal ruolo di ala forte (troppo leggero) a quello di "tre" ma ha nella seconda parte della stagione ha una flessione importante, con una netta differenza tra le prestazioni interne e quelle esterne. Vista l'età (è un novembre '93) resta un buon investimento ma bisogna evitare qualsiasi equivoco sul suo ruolo. £T . Marco Spissu. Dopo O ¦ un anno da protagonista in A2 con la Virtus Bologna, gioca a 22 anni la sua stagione da rookie con un notevole carico di responsabilità. L'impatto con la categoria è ottimo, poi piano piano perde costanza e anche sicurezza, con il timing dei cambi non sempre gestito al meglio dal coach. Unico sempre presente, insieme a Polonara, chiude in netto calo di fiducia. Deve ancora crescere in difesa ma già il prossimo anno può essere un protagonista assoluto. 6Joshua Bostic. Arriva a fine gennaio al posto dello scostante Randolph, aggiunge qualcosa a livello difensivo, va in doppia cifra in 9 gare su 13 e segna oltre 20 punti in 4 gare (3 delle quali perse). Ma tutto sommato, nonostante la fisicità, non sposta gli equilibri come ci si sarebbe aspettato. 6 Jack Devecchi. Alla sua dodicesima stagione in bian-coblù, nonostante una squadra che in difesa fa spesso acqua il capitano trova poco spazio (9,1 minuti di media) e, al di là della solita affidabilità, non trova mai un vero momento di fiducia in attacco. 5F Jonathan Tavernari. " «3 Per tutto il girone d'andata non vede il campo. Poi, magicamente, inizia a venire spesso impiegato come arma tattica nel settore lunghi, mettendo in mostra un ottimo tiro da fuori (20/40 da 3!) ma anche un passo e una tenuta fisica non adatta alla categoria. 5Will Hatcher. Uno degli equivoci tattici della stagione, perché come play ha un rendimento non all'altezza, mentre come guardia non va affatto male. Alcune prove di alto livello, ma nel complesso, conside- rando anche che in difesa è un portone aperto, l'ex Partizan è stato una grossa delusione. £\M AndreaPicarelli.Dodi-9 V cesimo uomo a tutti gli effetti, totalizza appena 3' in campo ma va applaudito per l'impegno col quale si allena pertutto l'anno. 5 Levi Randolph. Arriva accompagnato da grandi atte- se, parte bene ma si spegne presto e l'exploit di Venezia (21 punti e 10 rimbalzi) accresce i rimpianti e i punti interrogativi prima del suo addio a gennaio. 6P Lorenzo Bucarelli. ¦3 Vaa maturare in A2 a Cagnari e si presenta a Sassari per le ultime partite. Sembra già pronto. COACH ¦ Scott Bamforth Dyshawn Pierre 5 Federico Pasquini. Cura il lavoro al dettaglio, lasua Dinamo propone momenti di buon basket, ma non riesce a dare alla squadra né il carattere né la continuità necessarie, oltre al fatto che il problema della tenuta difensiva non viene mai risolto. In qualche modo "tradito" dal rendimento di alcuni giocatori, si vede sfuggire dalle mani tutti gli obiettivi per un soffio - è vero -, ma a pesare sono i punti lasciati per strada contro squadre nettamente inferiori. A ben vedere, gli errori che pesano di più sono un paio di valutazioni errate nellacostruzionedel roster. Bilancio 12-12 in campionato, 8-8 in Coppa. 6 Zare Markovski. Un mese di durissimo lavoro, non fa il miracolo (bilancio 3-3) ma ha il merito di recuperare Bamforth e Hatcher e di responsabilizzare tutti. Ottiene una vittoria importante ad Avellino e resta in corsa per i playoff sino all'ultimo quarto dell'ultima gara. Achille Polonara, ala marchigiana classe 1991, è stato il migliore dei biancoblù lungo l'arco di tutta la stagione