Overtime di ANGELO COSTA * -- T - Lega lombarda, un alleanza scudetto CINQUE lombarde su otto ai playoff: il campionato che riesce nel miracolo di aumentare gli spettatori in un Paese in cui non si costruiscono palasport da vent'anni ed è convinto di avere dieci milioni di appassionati e non di semplici interessati, alla fine rivela un'anima fortemente regionale. Ci sta in una stagione in cui le due città che avrebbero dovuto dare alla serie A un tocco metropolitano sono evaporate nel girone di ritorno: impresa vera quella di Torino, che vincendo la Coppa Italia si era illusa di poter vivere alla grande anche dopo l'addio di tec- nici solidi come Banchi e Recalcati, cottura a fuoco lento per Bologna, che a una squadra mal assortita in partenza affiancando figurine complicate ha aggiunto l'handicap di schierare uno straniero in meno, aggiungendolo soltanto a frittata ormai fatta. Non bastasse questo epilogo triste, c'è anche l'amarezza di aver visto qualificarsi per gli ultimi due posti della roulette finale chi non avrebbe dovuto esserci- Cantù, che per le incertezze societarie ha rischiato di lasciare a metà il torneo, e Cremona, addirittura ripescata dalla A2. CHI E' DENTRO festeggia, chi è fuori processa: Torino lega il futuro alle scelte di casa Fiat, disorientata da un cammino che si è ribaltato quando sembrava aver preso la direzione giusta, Bologna dopo la rivoluzione societaria avvierà anche quella tecnica, perché le colpe di chi ha costruito male una macchina troppo in fretta battezzata come fuoriserie ricadono ovviamente su chi ha provato a tenerla in strada nonostante gli eviden- ti difetti Sbagliato pensare che una persona perbene come Ramagli, poco amato dal suo club a dispetto di un rapido ritorno sulla massima ribalta, paghi soltanto una sorte già capitata a un paio di et azzurri, castigato da una giocata al contrario di Ale Gentile, nel suo caso un fallo tecnico: è soltanto la goccia finale di un cammino che in salita è stato per l'intero anno. In attesa di capire se la Nba potrà accogliere questo Gentile che dopo la stagione dei tre addii (Milano, Atene e Gerusalemme) ha chiuso senza gloria anche quella bolognese, la serie A2 che anche quest'anno si è rivelata dispari, con sette squadre su otto arrivate ai quarti partendo dallo stesso girone, ha giustamente premiato come miglior italiano Riccardo Cortese, fra i trascinatori della sorprendente Ferrara: a 31 anni non è più giovanissimo, ma è pur sempre uno dei tanti italiani che, portato nell'elite, farebbero meglio di tanti che ci giocano attualmente. Stranieri compresi. © RIPRODUZIONE RISERVATA