BASKET L'INTERVISTA «CREDO DI POTER GIOCARE ANCORA A LUNGO E IN OGNI COMPETIZIONE MA SO CHE IN EUROLEGA POTREI ESSERE SOLO UN OTTIMO GREGARIO» «Avrei potuto e dovuto fare di più» L'onestà di Markoishvili «Ho pagato più del previsto l'anno di inattività. Adesso sto benissimo...» Gabriele Gallo NON ERA scritto sul contratto ma era il tacito patto che aveva portato, l'estate scorsa, la Pallacanestro Reggiana e Manuchar Markoishvili a unirsi in matrimonio. La società biancorossa cercava un leader di carisma ed esperienza per ispirare e trascinare una squadra, in quel momento, piena di giovani scommesse; il campione georgiano un team che gli garantisse spazio e il ritorno su vetrine europee di pregio dopo un anno di inattività per infortunio. Alla fine dei conti entrambe le parti hanno raggiunto il loro obiettivo, anche se i risultati del campo non sono stati quelli che auspicavano. ¦I Peccato non aver centrato i playoff: decisiva l'assenza di Della Valle» Markoishvili, a stagione finita sono più i rimpianti per i playoff sfumati o la soddisfazione per l'ottimo cammino europeo? «Abbiamo conquistato la salvezza, che è stata una cosa molto buona dopo il disastroso inizio che abbiamo avuto. E la cavalcata in EuroCup ha reso tutti molto felici, specie considerando che per molti dei giocatori è stata la prima volta che sono approdati in una semifinale di una Coppa prestigiosa. Mancare i playoff però è stato davvero un gran peccato». LEADI -R La determinazione di Manuchar Markoishvili Avevate la pancia piena, per l'euforia europea? «No, il desiderio e la volontà non sono mai mancati. Purtroppo non siamo stati capaci di mantenere l'intensità e la concentrazione che ci avevano accompagnato nelle settimane della Top 16 e dei Quarti di Coppa. E poi, benché non voglio usarla come scusa, l'assenza di Della Valle per infortunio l'abbiamo inevitabilmente accusata». Dal punto di vista personale come valuta la sua annata? «Potevo e dovevo fare di più. Probabilmente ho pagato più di quanto avessi previsto l'anno di inattività. A lungo mi è mancato l'istinto naturale dell'aggredire il gioco. Che è una delle mie caratteristiche vincenti e che non sono riuscito ad avere con la ne- cessarla continuità». Dopo l'anno in Grissin Bon si sente di nuovo al livello Preinfortunio? Pronto per Eurolega? «Fisicamente sono prontissimo ora. Credo di poter giocare a lungo e in qualsiasi competizione. Consapevole che in EuroLega potrei essere un ottimo gregario. Ma mi pare davvero troppo presto per ogni discorso sul futuro». Un pensierino a restare a Reggio? «Mi è capitato raramente di fare parte di un gruppo così speciale come quello biancorosso. Sia come squadra che come società e ambiente. Adoro l'Italia e la mia famiglia qui si è trovata benissimo. Reggio ama il basket in ma- li Restare a Reggio? Sono stato benissimo ma è troppo presto» niera viscerale e questo si avvertiva ogni volta che passeggiavo per le vie del centro. Detto questo e considerando anche che sono alle viste importanti cambiamenti in società, è davvero prematuro ogni discorso». Si prenderà un periodo di vacanza ora? «Non avevo ancora pensato a nulla perché sinceramente non mi aspettavo di finire la stagione così presto. Ad ogni modo l'agente di viaggio di casa è mia moglie, lei organizza, io la seguo». © RIPRODUZIONE RISERVATA