BASKET E' GIÀ' TEMPO DI FUTURO «HO SOFFERTO MOLTO QUANDO SONO FINITO IN TRIBUNA: HO CAPITO CHE QUANDO SAREI TORNATO IN CAMPO AVREI DOVUTO DOMINARE E L'HO FATTO» Reynolds è volato a Barcellona Il pivot è in Spagna, l'accordo è vicino: «Reggio resterà la mia grande famiglia» e LUCI E OMBRE Un'immagine di Jalen Reynolds in stile superman Summit con Menetti: resta o se ne va? Rispunta la strada che va ad Avellino LA PRIMA decisione da prendere, per costruire la nuova Gris-sin Bon, sarà quella relativa a Max Menetti. Il coach ha il contratto anche per la prossima stagione ma la società ha la possibilità di rescinderlo. Proprio per questo a breve i dirigenti biancorossi e il tecnico si incontreranno per arrivare ad una de- cisione che, quasi certamente, considerando i rapporti che esistono tra le parti, sarà condivisa. Nelle ultime ore, tra l'altro, è rimbalzata nuovamente la voce, già riportata dal nostro giornale, che la Sidigas Avellino sia molto interessata a Menetti. Entro pochi giorni, in ogni caso, arriverà una decisione definitiva. «l'M READY to showcase my ta-lent. Sono pronto a mostrare il mio talento». Queste erano state le prime parole reggiane di Jalen Reynolds il 24 gennaio 2017, an- che se il futuro del pivot potrebbe essere presto lontano dalla Ghia-ra. Su di lui è infatti piombato il Barcellona, alla ricerca di un sostituto dell'infortunato Kevin Sérap- hin in vista dei playoff spagnoli che iniziano il 27 maggio. I blaugrana, reduci da una stagione di alti e bassi in cui hanno conquistato la Copa del Rey, si giocheranno tutto nei playoff e per questo l'interesse del club di Les Corts per Reynolds si è già trasformato in una vera trattativa (ieri lo stesso Jalen, in una storia sul suo profilo Instagram, ha fatto capire di trovarsi in una delle arterie principali della capitale catalana...), con il trasferimento dell'uomo di Detroit all'ombra del Montjuic che potrebbe diventare realtà a breve. Reynolds, perché è stato così speciale il rapporto con Reggio? «Per me i reggiani sono come una famiglia: mi hanno mostrato amore e affetto. Io penso solo a giocare, vincere ed essere una persona perbene e disponibile dentro e fuori dal campo. Perciò devo togliermi il cappello di fronte a Reggio e ai nostri tifosi. Qui si respira una grande atmosfera...». Avevate il potenziale per il centrare i playoff. Cosa non ha funzionato? «C'è una cosa da tenere presente: lottiamo per vincere le partite ma non possiamo portarle a casa tutte. Siamo stati sfortunati... Era un gruppo di persone valide». In alcune partite, Menetti, a causa del turnover, l'ha esclusa dai dieci e l'ha mandata in tribuna. Quanto ha patito quella situazione? «L ho sofferta decisamente, perché volevo essere in campo con i miei compagni a lottare con loro in ogni istante. In questo modo, però, ho ritrovato il mio focus e messo in ordine i miei pensieri per cercare di dominare (usa proprio questo verbo ndr) quando sarei tornato in campo. Ed è esattamente ciò che ho fatto quando sono tornato sul parquet». Quale aspetto del suo gioco ha migliorato di più rispetto all'anno scorso? «La concentrazione. Sono rima- sto focalizzato quando le cose non andavano bene o non stavo entrando nel modo giusto in partita. E' stata tutta una questione di testa, prima che di energia». Presto diventerà padre di una bambina... «Non vedo l'ora che arrivi il gior- ¦¦ Per giocare a basket ci vuole cuore e ora so che molti non l'hanno» no in cui nascerà mia figlia. Per me è un grande passo personale, ma, come in qualsiasi altra cosa, devi prendere ciò che ti arriva giorno dopo giorno, godertelo e assaporare la vita». Un anno fa disse di voler scalare uno step dopo l'altro nella sua carriera. Cosa c'è nel suo futuro? «Voglio continuare da dove ho finito, facendo ciò che so fare meglio, cioè giocare a basket. Questo sarà il mio obiettivo sia se resterò qui così come nel caso in cui vada in un'altra città. Per giocare a basket ci vuole cuore, e molti non lo hanno». Andrea Russo © RIPRODUZIONE RISERVATA