Dai Cantù, provaci con la spinta del tifo Sarà bolgia a Desio Basket. Cara tre di playoff stasera (20.30) contro Milano La Red October, sotto 2-0, è spalle al muro ma non molla Sodini: «Volevo un segnale dalla squadra ed è arrivato» EDOARDO CERIANI CANTÙ Partiamo dalle certezze. Ce n'è una, innanzitutto. Il Pala-BancoDesio stasera (ore 20.30, con diretta su Eurosport 2 e player) sarà una bolgia. E non potrebbe essere altrimenti. Perché arriva l'EA7. Perché siamo nel pieno di un playoff. Perché non conta che, sotto 2-0, la Red October sia spalle al muro e rischi già di essere eliminata, stasera. Quel che vale è che vada in ondaunCantù-Milano. Maiba-nale. E che mai passerà inosservato, neanche in un torneo precampionato. Figuriamoci adesso. Dunque, anche a qualche chilometro di lontananza, che effetto Pianella sia. E che il grido "la gente come noi non molla mai" possa alzarsi alto e spingere la squadra in questa impresa impossibile (o quasi). Si riparte, tecnicamente parlando, da un fattore campo che non è mai saltato. Dura lezione nella prima sfida, un po' meno nella seconda, dove i biancazzur-ri a tratti hanno anche tenuto testa alla corazzata di Pianigiani Che però, quando ce n'è stato bisogno, ha dimostrato di giocare come il gatto fa con il topo. Tenendo i brianzoli a distanza, ma lo stesso dovendo fare attenzione fino alla fine. Quindi spendendo anche qualche risorsa fisica e mentale in più. Un palazzo biancazzurro Ma Milano è Milano. Inutile nasconderselo. Allora, fosse il basket una scienza esatta, correremmo il rischio, quest'oggi, di pensare di chiudere la baracca con dentro tutti iburattini. E invece no. Perché con un palazzo tutto biancazzurro intorno potrebbe succedere qualsiasi cosa. Miracoli, o quasi, compresi. Celo dice la storia, ce lo dice il recente passato, con quella vittoria in Coppa Italia a Firenze che resta uno dei cammei della stagione. Coach Marco Sodini guarda avanti e dice: «In casa nostra vogliamo correre, dobbiamo giocare una partita diversa, di consistenza sui 40'. La mia personale convinzione è che abbiamo l'assoluta necessità di correre di più». E il perché è presto detto. «Sapevamo che vincere a Milano era difficile - continua il tecnico toscano - ma a me sei-viva avere un segnale di vita da pai-te della mia squadra, che è arrivato, non che avessi dubbi in proposito. Ora l'obiettivo è una volta di più cer- care di giocare una partita dopo l'altra per allungare la serie». «Siamo intrusi, ma non è finita» E come? Al di là di quelli che potranno essere gli accorgimenti tecnici in una serie così ravvicinata, forse una soluzione ci potrebbe essere. «Spero e mi auguro, ma ne sono certo, che a Desio stavolta ci possa una scenografia di livello per la qualità del gioco in campo - l'auspicio dell'allenatore -. Ho sempre detto che in questi playoff eravamo un po' degli intrusi, manonper questo vuol dire che la serie è già finita. Noi non molliamo di una virgola: l'obiettivo grande è tornare a Milano, per riuscire a f arto dovremo giocare una buonissima gara 3. Sarà sufficiente? Non lo so, ma proveremo a farlo con l'indole che abbiamo sempre avuto, con l'aggressività e la qualità tecnica del secondo tempo». Canturinità allo stato brado. Sugli spalti sicuramente. Ora tocca trasmetterla anche alla squadra. Al di là della stanchezza e al di là del gap tecnico, innegabile, tra le due contendenti. Da questi ragazzi, però, possiamo aspettarci di tutto. Quindi, magliabianca, sciarpa al collo e via verso Desio. Sarà una bolgia. Christian Burns al tiro con Charles Thomas pronto al rimbalzo foto walter corini / pall cantù I «Dobbiamo correre di più E giocare con aggressività e qualità tecnica»