OGGI ALLE 19 ALLO «STORE» DI PIAZZA PRAMPOLINI APERITIVO CON AMEDEO DELLA VALLE INVITATI I TIFOSI DELLA PALLACANESTRO REGGIANA BASKET MAX MENETTI «Sono qui per portare Treviso in A» Il coach Ieri primo giorno alla De' Longhi: «Vorrei rifare il percorso di Reggio Emilia» #WELCOMEMAX NEW HEAO COACH TREVISO BASKET Da Cantù Di Paolo assistente di Cagnardi SARÀ con ogni probabilità Giuseppe Di Paolo il nuovo assistente allenatore della Grissin Bon che affiancherà l'head coach Devis Cagnardi e il vice Federico Fucà, a cui è stato prolungato il contratto fino al 2020. Nato a Chieti il primo marzo 1984, ha iniziato giovanissimo a collaborare con la scuola basket della sua città d'origine, passando per Roseto, e ritornando poi a Chieti dove dal 2012 al 2017 è stato responsabile del settore giovanile. Nella scorsa stagione la grande occasione con Cantù dov'è stato assistente di Marco Sodini. L'alternativa era rappresentata da Lorenzo Dalmonte, figlio dell'ex coach biancorosso Luca, ma nelle ultime ore Di Paolo sembra aver effettuato il sorpasso. Francesco Pioppi TOCCHERÀ a Max Menetti riportare Treviso ai fasti di un tempo. L'ex coach della Grissin Bon ha infatti firmato un contratto triennale con la De' Longhi e ora darà la caccia a una delle tre promozioni in serie A. Il tecnico ha ricevuto un'accoglienza molto calorosa ed è già stato presentato. «Sono nato a Palma-nova, ma sono stato lì solo una settimana: sono reggiano al 100% come si sente anche dalla mia pronuncia...» ha subito specificato. Poi ha fatto i complimenti al suo nuovo club. «È una grande emozione e un grande onore essere qui perché sono in un luogo spe- ciale. Stavo cercando una situazione in cui potessi avere alle spalle una grande società, proprio come mi è sempre successo a Reggio». COOPERATIVA I riferimenti al club biancorosso sono affiorati anche quando gli è stato chiesto che tipo di squadra intendesse costruire: «Nei sette anni di Reggio Emilia siamo passati dalla cooperativa dei canestri, fatta di giocatori molto umili e con un grande cuore, a quella che tutti chiamavano la 'total white', senza giocatori afro americani. Nella stagione appena conclusa invece avevamo sei stranieri. Ho allenato giocatori di grandissimo talento e altri che ne avevano meno, ma sopperivano con il cuore. Questo per dirvi che l'importante è l'identità delle persone e ho imparato che dai momenti di difficoltà nascono i grandi successi». NIENTE SERIE A Al coach si era interessata anche Avellino che poi ha preferito percorrere altre strade, negandogli la possibilità di restare nella massima serie: «Volevo il posto giusto in cui poter fare la differenza, a Reggio Emilia ho fatto un percorso che vorrei rifare qui. La carta vincente è sempre stata la grande empatia fra società e staff tecnico, fra squadra e pubblico, mentre le parole chiave sono sempre state organizzazione ed equilibrio». AMBIZIONI A Treviso ritroverà l'ex biancorosso Michele Anto-nutti: «E stato il mio capitano in situazioni molto belle, ma della squadra ne parleremo solo da domani». Sugli obiettivi è stato piuttosto esplicito: «L'anno scorso ho fatto la semifinale di EuroCup e in serie A2 ci vorrei stare molto poco... Più che il progetto abbiamo condiviso l'ambizione. Cos'è cambiato rispetto a quando ho vinto io la serie A2? L'anno (2012, ndr) in cui siamo saliti noi assieme a Brindisi, c'erano tante altre squadre ambiziose, come Scafati... Il livello dei giocatori è più o meno lo stesso, quello che vorrei sottolineare - chiude il neo tecnico di Treviso - è che vincemmo il campionato venendo da un'annata in cui ci salvammo all'ultima giornata. Partimmo dai valori delle persone che ci avevano salvato».