Fame di coppe. E Varese? leuropa chiama Molte squadre italiane puntano alla vetrina Varese sfoglia la margherita sull'opzione Europa in attesa di un partner commerciale che ne accompagni la volontà di riaffacciarsi sul panorama internazionale. Ma la "fame di coppe" che si respira nella serie A non è mai stata così elevata come nella stagione 2018/19 di fatto già alle porte. Ben 11 le società italiane, su 15 attualmente aventi diritto al massimo campionato, che hanno già il diritto acquisito per l'Europa, oppure hanno presentato una pre-iscrizione confidando in una wild card: un netto incremento rispetto alla pattuglia tricolore del 2017/18 che aveva coinvolto 8 squadre (EA7 in Eurolega; Trento, Reggio Emilia e Torino in Euro-cup; Venezia, Avellino, Sassari e Capo d'Orlando in Champions League). Oltre a Milano, forte dei suoi otto anni residui di licenza pluriennale in Eurolega che varrebbe nuovamente anche in caso di mancata conquista del titolo italiano, hanno già in mano il passaporto europeo Venezia, Avellino e Bologna (iscritte alla Champions League FI-BA, le prime due per meriti sul campo e la Virtus grazie ad una wild card), più Trento, Brescia e Torino (che parteciperanno invece all'Eurocup organizzata dall'ECA; le prime due per diritti acquisiti e la Fiat attraverso una wild card). Inoltre, Cremona e Sassari hanno fatto richiesta di iscrizione alla Champions League, approfittando eventualmente dello spazio liberato dalla rinuncia di Varese che sul campo ha acquisito il titolo di iscriversi ai preliminari della prima competizione FIBA. Il 28 giugno l'ente con sede a Ginevra comunicherà le 24 ammesse direttamente alla stagione regolare e le 32 che dovranno invece giocarsi nei tre turni preliminari gli otto slot residui. Cantù e Reggio Emilia hanno invece effettuato la richiesta d'accesso all'Eurocup, che ha ancora due wild card da assegnare per completare il lotto delle 24 partecipanti; decisione finale attesa per il 20 giugno quando l'organismo di Barcellona ufficializzerà le partecipanti. Al momento, con Varese in sospeso tra il sì e il no alla FIBA Europe Cup, solamente Pistoia, Capo d'Orlando e Brindisi - oltre alla neopromossa dalla serie A2 - non hanno avanzato velleità intemazionali. Un segnale chiaro di come l'attività internazionale faccia gola alla maggior parte dei club italiani. Non è solo questione di maggiore attrattività sul mercato intemazionale, ma soprattutto di prospettive da offrire per programmi societari di livello playoff che presuppongono comunque il doppio impegno tra campionato ed Europa come un' abitudine per qualsiasi club voglia stabilizzarsi nella metà alta della classifica. Per Varese i tempi della decisione sono comunque ristretti: lo scorso anno la FIP doveva comunicare alla FIBA l'eventuale partecipante entro il termine del 16 giugno e la prima rata per l'iscrizione andava versata entro il 23. Chiaro che la quarta coppa può avere un appeal relativo per i tifosi, almeno nella prima fase garantita (gironi da 4 squadre con 6 partite, la prima fase organizzata con vincoli geografici che limitano il rischio di trasferte proibitive). Ma per una società come Varese, che sogna un progetto emergente nei prossimi tre anni, sarebbe un entry level adeguato alle sue attuali possibilità. Se, ovviamente, ci fossero le coperture extra necessarie per sostenere lo sforzo. Giuseppe Sciascia La partecipazione ad una coppa europea potrebbe indurre Avramovic a restare (Biitzj