La promozione arriva dopo 16 anni di carriera: "Davvero indimenticabile questa ultima stagione" Pepponi arbitra i big in Italia Il fischietto di Spello: "E' una grande soddisfazione che ora mi godo con serenità" di Lorenzo Fiorucci SPELLO (PERUGIA) ¦ Due promozioni in due anni. L'Umbria concede il bis e porta un altro arbitro nell'Olimpo della pallacanestro italiana: 100 per cento dal campo. Dopo l'ascesa in serie A del giovane Guido Giovannetti da Terni nel 2017, arriva quella dell'esperto Giulio Pepponi da Spello. Sedici anni di carriera onorata nel migliore dei modi e compleanno festeggiato alla grande per Pepponi, grande atleta in campo quando giocava, con la passione per le schiacciate "... fastidiosissimo sul parquet e con poco feeling con gli arbitri. Prendevo un tecnico a partita - racconta Pepponi, nato ad Assisi il 12 giugno 1979 - ma non ero cattivo. Poi una sera in discoteca mi sono incontrato con Michele Pilo, ex arbitro di B2, che mi aveva arbitrato spesso e dopo qualche sguardo un po' così, mi ha offerto da bere e mi ha detto: 'vieni a fare l'arbitro, almeno puoi toccare con mano le situazioni'. E' cominciata così a 23 anni e ora sono qui a godermi con serenità una bellissima soddisfazione". La pallacanestro ha perso un buon giocatore, ma ha trovato un grande arbitro? "La pallacanestro giocata non ha perso molto, di sicuro ha trovato un atleta che ha continuato a vivere le stesse emozioni dall'altra parte". Cosa serve per arrivare ad alti livelli? "Bisogna rimanere sempre atleti, fisicamente e mentalmente, esattamente come i giocatori e naturalmente tanta passione, quella che mi lega al basket da quando sono bambino". Quando ha cominciato a giocare? "A 12 anni insieme ad una quarantina di ragazzini nella palestrina della scuola della mia amata Spello, grazie al lavoro di reclutamento del grande Rinaldo Del Bianco che creò il movimento. Ho giocato fino a 24 anni tra Spello, Deruta e Cannara in C2 ed un anno a Foligno in CI. Ero tecnicamente scarso, ma velocità ed atletismo mi rendevano decisamente 'pericoloso'. Tendevo sempre a giocare uno contro uno e finire con le mani dentro al canestro. Poi è arrivata la proposta di Pilo e quando sono stato promosso in C2, ho dovuto fare una scelta". Che l'ha ripagata. "Tantissimo. E adesso per questo devo ringraziare in primis Alessandro Teofili, istruttore nazionale e Fiba, una vera icona arbitrale, che mi vide agli inizi e mi convinse a lasciare il basket giocato, per continuare a di- rigere le partite" Poi la grande corsa. "Nel 2004 con la promozione in C2. Nel 2005 in CI, nel 2009 in B2, nel 2012 in Bl, nel 2013 in A2 con la riforma dei campionati. Questi 5 anni A2 maschile e Al femminile sono stati anni stupendi. L'ultima stagione è indimenticabile. Mi è stata data l'opportunità di arbitrare derby con 7.000 spettatori, finale scudetto, finale super-coppa e finale coppa Italia di A2 maschile e finale scudetto di Al femminile. Poi è arrivata questa bella promozione e adesso per qualche settimana me la godio intensamente". E quando si ritroverà in coppia con Giovannetti? "Siamo due reclute e per il momento difficilmente succederà, ma sarà un gran piacere farmi pagare il caffè prima della gara". Nella vita chi è Pepponi? "Un commercialista che lavora sodo e che ha la fortuna di avere vicino una compagna come Kata (Katalin Honti ex cestista ungherese, capitana dalla nazionale magiara che ha vinto tutto con diversi club europei, ora assistente di Contu in A2 a Umbertide e futuro coach della Pallacanestro Perugia in B femminile ndr) che in questi quattro anni mi ha dato grande stabilità, fondamentale per mia la crescita". Da giocatore a direttore di gara "Mi ha convinto Michele Pilo Ringrazio tantissimo Teofili" Applausi Giulio Pepponi a sinistra durante una gara Sotto a sinistra conia