BASKET NBA LL IL RITORNO DI MARCO AGLI SPURS POCHI MINUTI PER DECIDERE IL TELEFONINO AVEVA LA SUONERIA SILENZIOSA E' VENUTO MIO FRATELLO ENRICO A CHIAMARMI: NON POTEVO DIRE NO A UN CLUB COME QUESTO Belinelli: «San Antonio è casa mia» Felice «Ritrovo Popovich, Ginobili, Messina e un sistema di gioco che ho sempre ammirato» Alessandro Gallo Bologna L'AVEVAMO lasciato col il tweet «Fm back» e la foto con la maglia degli Spurs numero 3. In questa seconda avventura nel Texas Marco Belinelli indosserà la 18. E, lo slogan utilizzato otto giorni fa, slogan lascia spazio all'italianissimo «Tomo a casa». Già, perché Beli, quando parla di San Antonio e degli Spurs è come se pensasse alla sua San Giovanni in Persiceto e ai suoi affetti. Marco ha sottoscritto un accordo biennale da 6 milioni di dollari a stagione con quel club con il quale ha vinto il titolo nel 2014, dopo aver conquistato la prova del tiro da tre, all'Ali Star Game dello stesso anno. Nessun italiano come lui. Belinelli, come è arrivato alla scelta degli Spurs? «C'erano state tante chiacchiere. San Antonio mi aveva già richiesto a gennaio e, per dirla tutta, mi aveva cercato anche in passato. Sabato ero al telefono con il mio agente, Sam Goldfeder e con mio fratello Umberto, ¦¦ Spero che Léonard rimanga: è un elemento stellare che non ha eguali £ f Mi farà effetto entrare nello spogliatoio senza Duncan e Parker che è a Los Angeles. Ero tranquillo, perché mi avevano detto che prima di lunedì scorso, difficilmente, sarebbe successo qualcosa». E invece? «Invece il mio cellulare ha cominciato a vibrare. Avevo la suoneria silenziosa, erano le 6 di domenica mattina, stavo dormendo». Quindi? «E' venuto a cercarmi Enrico, mio fratello maggiore. Mi ha svegliato. Un consulto con Sam, Umberto ed Enrico, sentendo anche Martina, la mia ragazza». E lei ha detto sì. «Difficile dire no a Popovich. E poi conosco l'ambiente». E lei si sente a casa. «Tomo a San Antonio con un'altra testa, un altro ruolo. Cinque anni fa, praticamente, ero una matricola. Ora sono più matu ro, so cosa mi aspetta». Il sistema Spurs l'ha sempre affascinata. «Ho lavorato bene con loro, ho vinto. E' una squadra che gioca una pallacanestro che mi è sempre piaciuta, perché è tutto pianificato. Organizzazione al top». Ricordi indelebili: lei è l'unico italiano ad aver vinto un anello nella Nba. «Mi farà un certo effetto non rivedere Duncan, anche se si è ritirato dall'anno scorso. Anche Parker, sorprendendomi, ha scelto di andare via. Ma c'è Pop, c'è Messina e c'è Manu». Ginobili continua? «Non lo so. Però con lui sono cresciuto». Gli Spurs sono alle prese con il rebus Parker: cosa è successo? «Non lo so. Sui social si legge di tutto. Per ora voglio starne fuori. A San Antonio, magari, capirò qualcosa. Spero che la situazione possa risolversi favorevolmente per San Antonio. Stiamo parlando di un giocatore fantastico, stellare. Come lui non ce ne sono». Quale sarà il suo ruolo? «Penso e spero di avere un ruolo importante. Così come me l'ero ritagliato a Philadelphia. Importante, partendo dalla panchina». Per questo sta lavorando con il fido Sanguettoli. «Passo con Murphy tutte le estati. Allenatori come Sanguettoli non ce ne sono più in circolazione. Nel frattempo ha vinto anche lo scudetto con i giovani della Bsl San Lazzaro. Complimenti doppi». LeBron ai Lakers: per lei che ha scelto l'ovest la concorrenza sarà ancora più forte. «Vogliamo parlare di Golden State dopo che ha ingaggiato DeMarcus Cousins? Poi Phoenix con Ariza, le conferme di Houston e Oklahoma». Torniamo a Popovich. «Ci siamo sentiti al telefono. Ho un grandissimo rapporto con lui. Non dimentico che mi venne a vedere mentre giocavo con la Nazionale in Israele». Già, la Nazionale. «Sono sempre in contatto con il presidente Petrucci e ho sempre detto che un traguardo importante in azzurro è quello che manca alla mia carriera». ¦B Mi sto allenando con coach Sanguettoli: è un tecnico unico ¦I La Nazionale? Un trofeo con l'azzurro è la sola cosa che mi manca Ritrova Messina. «E' contentissimo anche lui». E Philadelphia? «Non si è rinforzata. Ha perso un paio di giocatori». Finale Nba della prossima stagione? «Non mi stupirebbe Boston-Gol-den State. Ma attenzione, le sorprese non mancano. E poi LeBron è abituato ad arrivare almeno in finale». Chissà cosa ne pensano i Lakers e Magic Johnson. © RIPRODUZIONE RISERVATA