"Scusate se proviamo gusto a essere intelligenti" LO STATO SOCIALE Dopo il successo di Sanremo, la band è impegnata in una lunga tournée "Una vita in vacanza" fa tappa questa sera a Collegno per il Flowers Festival PAOLO FERRARI Secondi a Sanremo con «Una vita in vacanza», titolo anche del tour in corso. Ma di questi tempi in vacanza ci vanno gli altri, perché Lo Stato Sociale è in giro per l'Italia dall'8 giugno e si fermerà solo dopo Ferragosto. Con scalo questa sera al Flowers Festival e Lodo Guen-zi nel ruolo di cantante e portavoce. Si annuncia non un semplice concerto ma uno show su più livelli: cosa ci aspetta? «Tutto e il contrario di tutto, però salvando le canzoni nella pancia della nave. Sappiamo che d'estate sotto il palco c'è anche gente che di solito non intercettiamo e vogliamo divertire e far ballare tutti. Ogni tanto al nostro pubblico più affezionato scappa una lacri-muccia, ma disinneschiamo la malinconia ridendoci su». Partendo dal titolo di una canzone dei vostri concittadini Skiantos: c'è gusto in Italia a essere intelligenti? «Credo ci sia sempre gusto a essere intelligenti. Qui c'è la tendenza alla divisione in categorie: chi fa canzoni d'amore, chi fa politica, chi fa ballare. Noi mettiamo tutto insieme, ci sembra un'idea semplice e intelligente». Altra citazione regionale, i Cccp: rEmilia è sempre paranoica? «Forse più di allora, ma non è una questione di disperazione generazionale, semmai di paranoie da comitato di quartiere. Il valium ha preso il posto dell'eroina, insomma». Vi riconoscete nella capacità dei Subsonica di coniugare ritmi da ballare e contenuti seri? «Beh, il paragone è lusinghiero. Di loro apprezziamo soprattutto la lucidità e la coerenza con cui gestiscono l'esposizione nazionalpopolare senza cedere di un centimetro sulle loro scelte. Quando fecero quella gran cosa a Sanremo con "Tutti i miei sbagli" subito dopo andarono a suonare in un centro sociale. Poi i prezzi popolari, i concerti gratuiti per le cose in cui credono. Sono un bell'esempio per noi». Che farete in autunno? «Tante cose. Io riprenderò la tournée teatrale dello spettacolo "Il giardino dei ciliegi", recito con Annalisa e Giuliano Bianchi, Paola Aiello e Nicola Borghesi. È una storia molto amara, Nicola è anche il regista e si è ispirato a Cechov per raccontare la perdita di un luogo dell'anima, in questo caso una fattoria dove si salvavano gli animali, sgomberata perché in prestito d'uso per fini sociali. Bebo pubblicherà un fumetto, "Andrea", e così via finché verrà l'ora di pensare alle prossime canzoni». Suonate in un ex manicomio: conoscete il mondo del disagio mentale? «Sì, il nostro discografico Matteo Romagnoli di Garrincha Dischi era un operatore sociale in quell'ambito, e noi siamo stati palesemente il suo ultimo caso. Scherzi a parte, siamo andati con lui diverse volte a "cantare dai matti", serve sia per distrarli che per coinvolgerli, anche fisicamente, sono loro che hanno piegato a mano le prime 500 copie del nostro disco "L'amore ai tempi dell'Ikea". Del resto anche Garrincha era disabile, giocava a calcio con una gamba più corta dell'altra. Ma con una forza di volontà straordinaria ma divenne un fuoriclasse». Segue il calcio? «No, sono appassionato di basket, tifo Fortitudo. Ci sono legami con Torino, il nostro Stefano Mancinelli è arrivato dall'Auxilium, allenata ora dal grande Larry Brown; e ci sono stati altri movimenti tra le due società. Nella band il fan del calcio è Albi, ovviamente sponda Bologna». Prima di voi suonano Eugenio in Via di Gioia: amici? «Sì, tiene i contatti soprattutto il nostro Carota. Io li conobbi alla finale del Premio Buscaglione, facevo il presentatore e loro arrivarono secondi». Parco della Certosa Reale. Collegllo. Apertura alle 20,30 con Eugenio in Vìa Di Gioia, dopo lo show si balla con la serata This Is Indie. Ingresso 15 euro  Lo Stato Sociale, ovvero: Enrico Roberto, Alberto Guidetti, Francesco Draicchio, Alberto Cazzala e Lodovico Guenzi C'è la tendenza a dividersi in categorie; chi fa canzoni d'amore, chi fa politica, chi fa ballare. Noi facciamo tutto D'estate sotto il palco c'è anche gente che di solito non intercettiamo; vogliamo divertire e far ballare tutti