BASKET/2 Nato in città, gioca a Torino e con l'Under 20. Ma Per una aritmia sabato salterà i Campionati continentali David, da Monza fino alla serie A ce Ma purtroppo salterò gli Europei» David Okeke con la maglia azzurra m David Okeke, nato il 15 settembre 1998 a Monza, è l'ala piccola della nazionale Under 20 di basket. Attualmente vive in provincia di Novara e gioca in serie A per 1 Auxilium Torino. Quanto sei alto? Qual è il tuo ruolo e il tuo numero di maglia? Sono alto 203cm, peso 95kg. Sono un'ala piccola, quando serve ala grande, e il mio numero di maglia è il 18: un numero che non ha un significato particolare. Che scuola fai? Non studio più. È stato molto difficile conciliare scuola e sport, ma a breve dovrei ricominciare, magari in un istituto privato. Come è nata la tua passione per il basket? Per curiosità. Avevo 10 anni e giocavo a calcio. Volevo provare qualcosa di diverso, il basket mi interessava, lo guardavo alla tv. Con mio padre iniziai ad andare al Campetto e poi decisi di iscrivermi in una piccola squadra in provincia di Pavia. Dopo due anni iniziai a girare per tutt'Italia. Prima Roma, poi Casale, Borgo-manero, quindi Torino. Come è stata la tua stagione a Torino? Di alti e bassi. È iniziata con la vittoria in Coppa Italia, dopo la quale abbiamo perso la sintonia che si era creata in squadra. Poi, a febbraio mi hanno diagnosticato una lieve aritmia che mi terrà fermo per sei mesi. Quindi quest'anno niente Europeo a Chemnitz, dal 14 al 22 luglio? No, purtroppo non andrò in Germania, ma sosterrò i miei compagni da casa, sono curioso di vedere come si comporteranno. I presupposti sono buoni. L'ultimo impegno con la Nazionale è stato il Mondiale in Egitto. Cosa si prova ad arrivare a un soffio dal primo gradino del podio? Il Mondiale è stato una delle tante soddisfazioni dello scorso anno, è stato molto emozionante. Gli egiziani tifavano Italia, ci hanno fatto sentire a casa. Essere arrivati alla finalissima è stato un vero successo. L'anno prossimo sarai ancora a Torino? Si, sarà il mio terzo anno, ci sarà il nuovo allenatore, Lerry Brown. Allenava in Nba, sarà interessante conoscere i suoi progetti. Non vedo l'ora di rientrare e iniziare a lavorare sodo. Da un punto di vista cestistico, qual è il tuo sogno? Il mio sogno è un po' il sogno di tutti i giocatori di alto livello. Voglio arrivare più in alto possibile, magari giocare per qualche club europeo o chissà americano. La mia ispirazione è Kobe Br-yant. Tre parole per descrivere la pallacanestro? La pallacanestro è divertimento, è amicizia -grazie al basket ho conosciuto tante persone fantastiche che condividono la mia stessa passione- e disciplina. (Ha collaborato Silvia Signorini, 40, Liceo scientifico Scienze applicate Banfi di Vimercate)