"Sono a Torino per Larry Brown" DOMENICO LATAGLIATA Oggi ci sarà l'ufficialità di Royce White, ieri le visite mediche di Carlos Delfino: 36 anni, un oro e un bronzo olimpico, sette operazioni a un piede e tanta voglia di non mollare. Ha mai pensato di dovere smettere? «Sì, ma non mi sono mai arreso. Torino mi dà una nuova opportunità, mi farò trovare pronto. Trascorrerò le mie vacanze in Argentina e andrò in palestra tutti i giorni». Ritroverà coach Larry Brown, con cui ha lavorato a Detroit, in Nba. «Il fatto che lui fosse aui mi ha spinto ad accettare. Abbiamo sempre avuto un gran rapporto, ci aiuteremo a vicenda». Le sue due ultime squadre sono state il Boca Juniors e il Baskonia: perché? «Nel Boca c'era mio fratello, in Spagna un amico come Pablo Prigioni: se posso soffrire per qualcuno cui voglio bene, è meglio». In realtà il suo arrivo a Torino ha provocato qualche scetticismo, visto che nelle ultime stagioni sono stati pochissimi i match ufficiali che ha disputato. «Lo scorso anno ho avuto varie offerte. Non le ho accettate perché non mi convincevano fino in fondo o perché avrebbero complicato la mia vita famigliare: ho due gemelli di sei anni cui voglio rimanere vicino. La verità è che mi sono sempre allenato con la Virtus Bologna, senza problemi». Chi è oggi Carlos Delfino? «Un ragazzo che non vuole smettere di sognare e di vivere l'atmosfera adrenalinica della partita. Non schiaccerò più con la testa sopra il ferro, ma l'entusiasmo è quello di inizio carriera». Giocherà con la maglia numero 10? «Esatto. La stessa che ho ereditato in nazionale da Hugo Sco-nochini, per me come un fratello. In Argentina, quel numero è magico».  © r,-N' Nr'Ai.'":"it-!iNPi'niRi:.iFPVi'ii Carlos Delfino, 36 anni