L'ANALISI METAMORFOSI PER RIPARTIRE INIZIANDO DALLA PANCHINA LE DUE BOLOGNESI HANNO CAMBIATO TANTO DOPO UNA STAGIONE IN CUI NON HANNO CENTRATO GLI OBIETTIVI DICHIARATI BasketCity, la rivoluzione è l'antidoto alla delusione Guide Virtus e Fortitudo hanno allenatori e registi nuovi Massimo Selleri ¦ Bologna CAMBIO dell'allenatore, cambio del playmaker e un assetto dal baricentro molto più americano. La rivoluzione a Basketcity è servita, in modo stranamente silenzione dato che né Alessandro Ramagli, né Gianmarco Pozzecco, né Alessandro Gentile né Robert Fultz hanno salutato la città in maniera ufficiale, ma qualcuno, con frecciatine più o meno avvelenate ha sancito il suo congendo dalle Due Torri. La stagione che si è conclusa da qualche mese è stata deludente sia per la V nera che per la Effe, e anche se gli allenatori sono quelli che hanno avuto la responsabilità di minore per i traguardi non raggiunti, sono i primi ad aver fatto Alla Palestra Porelli Gli stranieri avranno più spazio dopo il premio per gli italiani Il solo Aradori sarà in quintetto le valigie. Situazioni diversi, dato che Ramagli non ha raccolto la fiducia della nuova struttura societaria, mentre Pozzecco si è dimesso non volendo fare scelte per lui dolorose come sfoltire il nucleo della Effe. Resta un monito sia per Pino Sacripanti che per Antimo Martino. Da queste parti l'alle- natore è spesso quello che paga per tutti. Gli esempi potrebbero essere infiniti in una città dove tanti nomi illustri hanno dovuto subire l'onta del taglio. SITUAZIONE simile per i playmaker. Sul mercato non ce ne sono tanti, ma qui rutti hanno fatto fatica. La questione in passato ha riguardato più la Fortitudo che la Virtus, ma nelle ultime due stagioni non ha risparmiato neppure la V nera. Per essere promossa la V nera ha dovuto convincere Stefano Gentile a scendere in serie A2 e nella passata stagione se non ci fosse stato il giocatore campano la squadra avrebbe fatto ancora più fatica perchè Oliver Lafayette non è mai stato in grado di prendere in mano le redini della squadra e di organizzarne il gioco. Nonostante questa medaglia Gentile non è stato confermato ed ora il club ha deciso di affidarsi a Tony Taylor, buona l'esperienza europea ma nessuna militanza nel campionato italiano, e a David Coumooh che secondo Sacripanti ha le caratteristiche per essere un buon portatore di palla. Stesse decisioni in casa Fortitudo dove è arrivato Matteo Fantinelli e il suo cambio sarà Marco Venuto, due play di buona esperienza che vanno a sostituire Robert Fultz, la- sciato troppo solo nella passata stagione. Cambia anche la filosofia. La V nera avrà un solo italiano in quin- ln casa della Effe L'età media del gruppo resta alta ma le gerarchie sono più definite Fantinelli è il play titolare tetto rispetto ai tre della passata stagione, la Effe, invece, avrà in Kenny Hasbrouck il suo primo terminale offensivo, affidandosi poi a Leunen sotto canestro. Metamorfosi che fanno capire come la parola progetto non abbia vita un gran significato nella pallacanestro attuale e che, al massimo, la durata di un programma è annuale essendo tutto condizionato dai risultati. Questo probabilmente è il limite principale di una piazza dove le sue anime sono molto diverse, ma due punti in comune, il primo è di guardare sempre a quello che combina l'altra parte e il secondo di dover sempre far meglio anche se le categorie sono diverse e si i campionati hanno un diverso coefficiente di difficoltà. Non è quindi un caso che entrambe abbiano cambiato tanto perchè è difficcile dire quale delle due squadre nella passata stagione abbia più disatteso gli obiettivi stagionali che si era prefissata. 3 RIPRODUZIONE RISERVATA DQD:®@f^c3^IfeWDMj^ Coach: Pino Sacripanti (Schicchi) kaQfeBstMK^rifl