IL RETROSCENA DEL CDA Stagione da 5,8 milioni, due da dover coprire e Paolo Francia in uscita Raffaele Baldini/Trieste Il campionato incalza, gli impegni sportivi hanno la stessa valenza di quelli istituzionali per cui la Trieste cestisti-ca può avere un presente in A ed un futuro auspicabilmente ambizioso. Nei giorni scorsi si è tenuto un Consiglio di amministrazione di fondamentale importanza, quello che sostanzia l'approvazione del bilancio 2017 e pianifica il budget per questa stagione. Il pregresso riporta numeri di un passivo non preoccupante e coerente con il fatto che Trieste ha giocato meno partite di play-off dell'anno prima; la cavalcata vincente in A2, con serie fortunatamente senza "belle" e risolte presto, ha però tolto due incassi potenziali, chiudendo quindi il bilancio a -180mila euro circa. Serena la gestione dell'Arena con un equilibrio sostanziale, prevedendo però costi maggiori per un minor contributo del Comune e un costo superiore degli addetti ai la- vori. La stagione 2018/19 in serie A, come previsto, costerà di più rispetto al passato: si parla di costi per un ammontare vicino ai 6 milioni di euro (5,800 stimati), cifra abbattuta da subito con il pacchetto sponsor (1,1 milioni) e gli introiti da abbonamenti e biglietti. Il debito proiettato a fine anno (sportivo) dovrebbe aggirarsi sui 2 milioni, da cui ne deriva un fisiologico aumento di capitale (da concretizzare entro 30 giorni dalla data del CdA). Sia il bilancio 2017 che l'aumento del capitale sono stati sottoscritti dal CdA con esclusione di Paolo Francia, intenzionato ad uscire cedendola quota. Non ci sono quindi particolari scossoni, tutto rientra nella pianificazione e nelle previsioni fatte in corso d'opera. Naturalmente ammesso che non si debba ricorrere a operazioni di mercato, situazione peraltro già successa in passato e ben ponderata dai dirigenti.  S'BVNCNDALCUNI DIRITTI RISERVATI