BASKET: L'OLIMPIA VINCE 91-73 E VA IN TESTA CON VENEZIA A Torino non basta il cuore e coach Brown Milano è troppo forte La squadra di Pianigiani parte sottotono, poi si impone Si decide all'ultimo quarto: la Fiat paga le palle perse GIORGIO VIBERTI TORINO La Fiat perde una grande occasione contro un'Armani stanca per l'Eurolega e priva del suo totem Tarczewski. Pareva una partita senza storia, invece si è decisa solo nell'ultimo quarto (71-93) dopo un match pieno di cuore e suspense, se non proprio di alta qualità. Torino è partita meglio (8-1 al 4'), siè illusa che il miracolo fosse possibile (16-9 al 9'), ma è poi ricaduta nei soliti difetti. Ancora avanti al 14' (26-24), ha subito un parziale di 5-19 per gli errori di Rudd e le scelte scriteriate di Wilson, finendo sotto anche di 11 punti (30-41 al 18'). Eppure in avvio di ripresa capitan Poeta, simbolo di questa squadra, ha insegnato ai suoi leziosi compagni americani come si gioca a basket da noi: cuore, difesa, contropiede e schemi corali, non solo scriteriate iniziative personali. Così Torino è riuscita addirittura a tornare avanti (60-58 al 31'), ma Micov, Gudaitis, Bertans e Cinciarini (toh, neanche un americano!) l'hanno definitivamente respinta. Milano, malgrado le scorie di coppa, conferma di poter schierare almeno due quintetti fortisssimi (ieri si è visto poco James, l'eroe di Eurolega). La Fiat invece paga le troppe palle perse, i tiri improvvisati, la mancanza di un pivot di peso (come non è McAdoo), di un'ala forte affidabile (evanescenti Rudd e Wilson) e di un leader in regia (il vecchio Poeta non può più reggere 40' a certi livelli). Auxilum umorale Per Torino non era certo la partita ideale per tornare alla vittoria, ma può servire per cercare la giusta rotta. Perché finora lAuxilium, complice la lunga assenza di coach Brown, ha navigato a vista. L'impressione è che la squadra, come la società (della quale peraltro è emanazione), manchi di un'identità precisa. Proprio Milano insegna: dopo anni di cambiamenti nel roster e sulla panchina, ha finalmente costruito su basi più salde e sicure, con qualche ritocco in corso d'opera ma senza rivoluzioni. E i risultati si vedono. LAuxilum invece rispecchia l'umoralità della sua proprie- tà, del tutto encomiabile per passione e munificenza, non altrettanto per chiarezza di vedute e di prospettive. Non a caso in 4 anni a Torino si sono visti ben 46 giocatori diversi e 6 allenatori, che hanno sì portato idee e forze nuove, ma anche allungato il cammino, allontanando la meta. L'errore che Torino non deve più fare è perdere altro tempo mentre la città, gli appassionati piemontesi e il prestigioso marchio Fiat hanno invece fame di basket e le federazioni italiana ed europea la vogliono nell'elite internazionale. LAuxilium deve dire in fretta dove vuole arrivare, con chi e con quali soldi, poi puntare al bersaglio, senza smentire se stessa al minimo intoppo ma con la coerenza dimostrata proprio da Milano.  e BY NC ND ALCI INI DIRITTI RISERVATI 16 I punti segnati da Taylor per Torino, da Gudaitis e da Micov per Milano, i migliori realizzatori del match. Bene anche Poeta e Cusin LAPRESSE Tyshawn Taylor, 28 anni (a sinistra) e Andrea Cinciarini (32) RISULTATI E CLASSIFICA Serie A (5a) : Avellino-Trento 110-72, Reggio E.-Varese 74-68, Brescia-Pesaro 84-81, Venezia-Bologna 94-75, Cremona-Sassari 80-73, Trieste-Pistoia 96-79, Brin-disi-Cantù 76-59, Torino- Milano 71-93. Classifica: Venezia e Milano 10; Cremona 8; Cantù, Sassari, Avellino, Varese, Brindisi 6; Torino, Bologna, Reggio E., Trieste, Brescia 4; Pesaro 2; Pistoia, Trento 0.