AILOVDISCHEIM Pashutin è un gran "saraffo" E quel legame che non si spezza Faccio volentieri i complimenti a Martina La Piana, la ragazza campana che ha vinto recentemente la meda-gliad'oro alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Airesnel pugilato femminile (categoria 51 kg). Il suo obiettivo è quello di andare nel corpo di Polizia e intanto frequenta il liceo scientifico e predilige gli allenamenti duri alle discoteche. Certo, occorrono risultati per ottenere l'indispensabile notorietà e soprattutto contributi mala costanza e la serietà alla lunga aiutano. Intanto nel basket abbiamo una querelle che nonaiuta certo il prosieguo dell'attività Si tratta di questo: abbiamo messo sotto contratto due capaci e seri allenatori Tanj evie e Sacchetti. Al primo è stato dato l'incarico di direttore tecnico e al secondo quello di coach. Il tutto però senza un accordo preventivo per cui lanecessaria collaborazione è al palo di partenza. Speriamo che quanto sopra abbia presto una soluzione perché all'orizzonte si profila una società che dovrebbe sostituire il Coni per distribuire i contributi alle diverse federazioni Attualmente, queste le cifre: calcio 36.422.682 euro, pallavolo 13.482.224; aseguire nuoto, atletica, sport invernali. Poi arriva il basket con 9.231.008. LaPallacanestro Cantù, alla trasmissione Rai "Overtime", ha fatto un'ottima figura con l'intervento del coach Pashutin. LaRai si è collegata con Ettore Messina a San Antonio, nel Texas. Quando Messina era all'Armata RossaaMoscailnostro coach era assistente di Ettore e i rapporti fra i due sono rimasti ottimi. Non so come andrà la squadra, ma è certo che Pashutin ha dimostrato di essere un gran "saraffo", un uomo che sa vivere, dotato di empatianecessaria non solo nello spogliatoio ma anche all'esterno conle abitudini, le tradizioni e la cultura locale. Durante la trasmissione ha detto che fa fare degli allenamenti defatiganti sul campo di calcio e ricordo che lastessaco-salafacevafare Boris Stankovic all'epoca di Cantù. Ho l'impressione che l'uomo si siareso conto che la città dei mille canestri non è uno spot ma unarealtà. In effetti, in tante altre località l'attività viene svoltanelle palestre scolastiche, nei vecchi pa-lazzetti tipo Coni ma a Cantù, guarda caso come nella Nba, i fondamentali e il piacere ludico trovano spazio nei cortili. È l'effetto di quella che viene chiamata la "canturinità"; nel tempo si sono modificate le tendenze artigianali del mondo del legno, quelle che un tempo caratterizzavano il classico, mentre oggi è nata una necessaria trasformazione per cui è in auge il design. Molti imprenditori canturini esportano anche il concetto nuovo di abitare e aumentano i progetti Ma se si vuole qualcosa di eccezionale, allora la produzione viene svolta qui. Nel basket canturino noto con piacere che ai successi sportivi e professionali di chi è pas- sato da Cantù si associami legame con questa piazza che non si spezza Lo vedo in Anna Crema-scoli che ha dato risorse ma anche una grande passione allano-stra pallacanestro. Lo vedo in tanti giocatori stranieri che ricordano illoro passaggio danoi (Kaukenas, Markoishvili, Leu-nen) e anche in chi, come Lupo Rossini, dopo le vittorie con il nostro team, hapotuto esprimere la propria professionalità anche presso i cugini milanesi e parlo del suo ruolo di direttore sportivo dell'Armarli. E certo lo vedo in un canturino doc, Paolo Frigerio, un vero principe promotore di Cantù. Ama tantissimo la bicicletta e negli ultimi anni è riuscito a far passare sempre dalle zone comasche il Giro di Lombardia. Spesso mi lamento perché il basket non ha visibilità sui media maggiori ma l'altra sera mi sono dovuto ricredere. Alla trasmissione di GrameUini, era invitata fragliospitiunasquadra femminile di Dannine. Hanno celebrato 6 annidi attivitàe 100 sconfitte consecutive. Il successo sul campo è vicino ma queste ragazze e il coach hanno già vinto per lo spirito, l'affiatamento e il divertimento che riescono a mettere in allenamento e in partita. Al Portobello di un'altra grande appassionata di basket, Antonella Clerici, si è presentata la nazionale maschile over 70, guidata da Dan Peterson, per cercare rinforzi. Con questa passione, il basket può veramente allungare la vita. Gianni Corsolini