«Ledo è fenomenale ma complicato» Bernardi: «Tanto talento ma non è facile stargli al fianco». Ghiacci: «Mi ricorda Roberson» DUE GRANDI EX DELLA STORIA BIANCOROSSA GIUDICANO L'ALA DELLA GRISSIN BON CHE SEGNA VALANGHE DI PUNTI MA DIVIDE LA TIFOSERIA Gabriele Gallo RICKY Ledo non è solo candidato a conquistare, dopo Mike Mit-chell e Donell Taylor, il titolo di capocannoniere della serie A in canotta Pallacanestro Reggiana, ma anche a dividere la tifoseria. Perchè nelle prime giornate di campionato l'ala del Rhode Island si è dimostrato croce e delizia della Grissin Bon mettendo in mostra uno smisurato talento ma pure scarsa attitudine ad adattarsi al gioco di squadra. Data però la sua rilevanza nel mosaico di coach Cagnardi viene naturale chiedersi se, in passato, ci sono stati giocatori simili a lui. «Pensando a Reggio - afferma Virginio Bernardi (foto piccola in alto), che all'ombra di San Prospero ha allenato e che ora, da procuratore, al Pa-laBigi si vede spesso, l'ultima volta proprio domenica - mi viene in mente, per il modo dinoccolato di stare in campo e per le doti atletiche, Luis Orr (visto a Reggio nel 1988/89 prima di una sua famosa fuga ndr). Ma tolto lui faccio fatica a trovare altri esempi. Perchè a Reggio si è sempre preferito avere, soprattutto in anni recenti, campioni di sistema, come potevano essere Kaukenas, Lavrinovic o Markoishvili, o, in precedenza, fuoriclasse dal talento incredibile ma che sapevano fare dono del loro carisma ai compagni e migliorarli». Il pensiero corre ovviamente a Mike Mitchell, che proprio Bernardi portò a Reggio: «Il professore era immenso, anche in questo, ma anche Joe Bryant sapeva come aiutare la squadra. Biso- gna capire una cosa fondamentale: Ledo ha un talento smisurato, ma tenerlo all'interno di un gioco corale è difficilissimo. Mi ricorda un campione che ho allenato a Cantù, Walter Berry, capacità grandissime ma stargli a fianco era complicato. Ledo, domenica, ha tirato praticamente dieci volte di fila: ha fatto canestro cinque volte e va bene, ma per gestire questa situazione devi avere a fianco elementi come Candì, De Vico e Mussini, che possono agevolare queste dinamiche. In altri contesti sarebbe complicato». Un altro grande protagonista del passato biancorosso, Mario Ghiacci (foto piccola in basso), oggi uno degli artefici del ritomo nell'elite del basket italiano di Trieste, esprime concetti simili: zNei miei anni reggiani - com- menta - ho avuto giocatori di livello monumentale, superstar che, come Ledo, erano grandi solisti; tuttavia, quando occorreva sapevano giocare per la squadra. E, soprattutto, erano in grado di giocare in più ruoli, e con identica onnipotenza. L'unico giocatore che mi può ricordare Ledo, è Terranee Roberson ( in forza alla Bi-pop-Carire nel 2003/2004 e nel 2005/2006, ndr): anche lui fisica-to, individualista, ma complicato per la coesione tecnica». Ricky è in testa alla classifica dei cannonieri Solo Esposito viaggiava alle sue medie SE CONTINUERÀ con questi numeri Ricky Ledo entrerà nella storia del basket italiano. Dopo cinque giornate, infatti, l'ala del Rhode Island è nettamente in testa alla classifica dei marcatori di serie A (26.8 punti di media, 5 esatti in più del secondo in classifica, Caleb Green di Avellino) e negli ultimi 18 anni nessun giocatore del nostro campionato ha mai chiuso la re-gular-season con quelle medie. L'ultimo ad avere una media superiore, alla trentesima giornata, a quella attualmente raggiunta da Ledo è stato infatti, nel 2000/2001, Vincenzo Espo- sito, all'epoca alfiere dell'Andrea Costa Imola che chiuse a quota 28 punti a partita. In anni recenti anche bomber di prima grandezza come Drake Die-ner si sono fermati sotto quota 20. Mentre Donell Taylor ultimo giocatore della Pallacanestro Reggiana a fregiarsi del titolo di capocannoniere, nel 2012/2013 vinse il premio con 19.1 punti di media. Il mitico Mike Mitchell, assieme a Taylor unico atleta biancorosso a risultare il miglior marcatore del massimo campionato, conquistò l'alloro al termine dell'annata 1997/98 con 24.1 di media.