«STO CERCANDO DI CAMBIARE LA MECCANICA DEL TIRO PRIMA E DOPO L'ALLENAMENTO RESTO A LAVORARCI MI STANNO DANDO UNA MANO ARTIS E BLACKMON» VUELLE L'INTERVISTA Scocca l'ora di Conti, il rinforzo di lusso Il salto «Le differenze con la prima squadra sono fisiche e tattiche, questo torneo è un forte stimolo» ¦ Pesaro VENTI MINUTI giocati in 8 partite danno la misura esatta della voglia che deve avere dentro Luca Conti di mangiarsi il parquet: avrà modo di sfogarsi nel weekend vestendo la maglia della Papalini Under 18 impegnata nella Next Gen Cup che sta riscuotendo molto interesse nel mondo del basket. Un'opportunità che arriva nel momento giusto, visto che ancora Luca 18 anni nemmeno li ha compiuti (è nato il 20 dicembre del 2000) e dunque sarà un bel rinforzo per la squadra di Giovanni Luminati nel gi-roncino di Bologna: «Ho disputato una sola partita fino- ra con questi ragazzi, che mi hanno accolto molto bene: a loro in dote posso portare soprattutto quello che sto imparando al fianco dei compagni della prima squadra - dice Conti -. Questo è un torneo importante, una bella novità per la pallacanestro italiana che regala stimoli e voglia di far bene, sia a livello individuale che di squadra». IL GRANDE SALTO dai vivai alla ribalta del professionismo è sempre complicato per un giovane, specie in Italia dove tendiamo a dar loro fiducia con grave ritardo rispetto agli altri paesi, specie dell'est Europa. La dimo- strazione è Shashkov, anche lui classe 2000, che al di là dell'indubbio talento vive fuori dalla Russia da quando aveva 15 anni e sembra già scafato: «Infatti non nego che Sasha è più pronto di me e quando va in campo riesce sempre a dare il massimo di ciò che sa fare - ammette il 18enne trentino -. Quanto a me, sto cercando di cambiare la meccanica del mio tiro, tengo la palla un po' troppo bassa e poi devo velocizzare anche il rilascio perché in serie A se non tiri subito ti stoppano. Per questo, prima e dopo l'allenamento resto a lavorarci su, mi stanno dando una ma- no Artis e Blackmon. Mi piace molto il fatto che a fine seduta nessuno abbia fretta di scappar via, tutti rimangono a fare lavoro extra e questo è un grosso stimolo, specie per un ragazzo come me che deve rubare il mestiere». LE DIFFERENZE fra il settore giovanile e la serie A, Conti le individua «nella fisicità prima di tutto perché sono tutti più alti e più grossi, poi in serie A contano molto i dettagli, una piccola sbavatura può rovinare una partita, quindi la concentrazione dev'essere sempre massima, infine c'è più tattica rispetto alle giovanili dove si può essere più istintivi, anche in difesa». Non è deluso, però, della scelta fatta nonostante il poco spazio avuto in queste prime otto giornate: «I minuti non sono dovuti, te li devi guadagnare - dice - e comunque sono contento perché sto migliorando e anche per i risultati che stiamo avendo nelle ultime settimane. L'atmosfera a Pesaro è super, i tifosi sono fantastici, è solo complicato conciliare tutto: la prima squadra, le giovanili e pure lo studio. Ma voglio farcela». Elisabetta Ferri