I due anni di Kiril a Cantù, di tutto e di più Basket serie A. Le curiosità e gli aneddoti che hanno caratterizzato la permanenza di Bolshakov in Brianza In sordina era giunto e in sordina se n'è andato, ma nel frattempo l'ucraino ha rappresentato il potere FABIO CAVAGNA CANTÙ All'esterno non è mai stato percepito per ciò che è davvero stato e soprattutto per ciò che ha non solo simbolicamente rappresentato all'interno della Pallacanestro Cantù nel paio di anni abbondanti nei quali ha soggiornato in Brianza. Perché Kiril Bolshakovè stato la diretta emanazione di Dmitry Gerasimenko e dunque ha raffigurato il potere. Era il referente del capo e dinnanzi alui chinavano la testagiocatori, staff vari e dirigenti. Anche se, grazie in particolare ai modi garbati, alle maniere gentili e al cai-attere affabile con i quali era solito intrattenersi con i più diversi interlocutori in un inglese rimasto peraltro sempre alivello scolastico, davasovente l'impressione di trovarsi lì quasiper caso. Lo "schema zero" Così come, per caso, lo stesso ambiente della Pallacanestro Cantù sel'era trovato in casa Sono infatti i primi d'agosto del 2016 quando sul parquet del Pianella - ormai prossimo a essere smantellato -viene attrezzato un tavolo con tre sedie per altrettanti relatori in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore Rimas Kurtinaitis. Una, di "cadrega" spetta a lui, un'altra a patron Gerasimenko e la terza, ci si interroga, chi mai la occuperà? Quesito che prende in contropiede anche coloro che quella "adunanza" l'avevano organizzata Ebbene, lapoltrona viene presieduta daun signore di mezza età che non dirà unasolaparola ma che il proprietario del club investirà in corso d'opera, tra lo stupore degli astanti, qualevice allenatore dello stesso Kurtinaitis nonché responsabile del settore giovanile bian-coblù. Quello il giorno e quella la sede in cui per laprimavolta viene fatto il nome di Kiril Bolshakov. Da lì abreve si scoprirà che ha 54 anni, èucraino, che inpatriaha guidato sia squadre maschili che femminili e che nel 2015 aveva allenato in Russia il Krasnyj Oktjabr Volgograd, vale a dire il team di proprietà dello stesso Gerasimenko. Bolshakov sale però clamorosamente alla ribalta all'inizio di dicembre 2016 quando dopo essere stato promosso da un paio di giorni head coach a seguito del divorzio tra Cantù e Kurtinaitis, conduce la Red October alla vitto-rianelderbyaVarese.Sottoiriflet-tori il suo cosiddetto "schema zero" che prevede il pick'n'roll centrale tra Wauters e JJ Johnson, il principale - e a detta di molti pure l'unico... - dei "giochi" d'attacco introdotti con il suo avvento. Undici partite (5 vinte e 6 perse) dura il regno in panchina di Bolshakov (che dei giocatori avversari conosce poco nulla e che poco nulla fa per informarsi, con i report di Marco Sodini - il suo assistente -abbandonati nel cestino senza neppure essere letti) poi quando la situazione è sul punto di precipitare conia classifica sempre più precaria, gli viene imposto di farsi daparte a favore di un mostro sacro quale Carlo Recalcati E il tec- nico ucraino (che ama pranzare sempre nello stesso locale e che nel frattempo è transitato dalla tagliaXL alla 3XL...) sileva di mezzo conia consuetasignorilità, senza eccepire, entrando comunque a far parte dello staff del Charly. Perché Gerasimenko, che in Re-calcatinonhamoltafiducia,vuole avere il suo uomo "sul campo" vigile a controllare e svelto a riferire. llgolpediChiavenna Lastagione seguente, esauritasila parentesi Recalcati, si riparte da Sodini ma nei primi giorni del raduno a Chiavenna, proveniente daU'Ucrainad'im tratto sipresen-ta Bolshakov che su mandato di Gerasimenko comunica urbi et orbi che sarà di nuovo lui il coach. Stavolta aldilàdelprecampiona-to, la sua esperienza saràbrevissi-mapoiché dopolaprimagiomata (sconfitta a Sassari), i moli si invertiranno, con Sodini che torna capo e lui vice. Ma resta pur semprel'uomodel patron, al punto che quest'ultimo gliaffidarincaiico,perquantomai ufficializzato, di direttore sportivo. Ed è infatti Bolshakov- del quale si favoleggia sempre che in pa-triasiatitolare diun'immensafor-tuna - che si occupa dell'ultimo mercato canturino non più nell'ombra maacartescoperte, anche se poi continua ad andare in panchina teoricamente come assistente di Pashutin. Almeno fino a ieri, perché a seguito della rescissione consensuale del contratto, BolshakoveCantùtornanoaesse-re estranei l'uno all'altro. Kiril Bolshakov, 56 anni, tecnico ucraino, chiama timeout, ma il suo "tempo" a Cantù si è ormai esaurito