Basket Ramagli attacca «La pausa non mi piace» Ramagli e la pausa «maledetta» Il tecnico della OriOra critica la sosta del campionato: «Non mi è mai piaciuta, bastava fermarsi a Natale Si rischia di perdere il ritmo partita, anche se abbiamo continuato ad allenarci in palestra. Ora c'è più fiducia» IL TIRO DA TRE «CERTE PERCENTUALI NELLE ULTIME DUE PARTITE DIMOSTRANO CHE CE' UNA SERENITÀ DIVERSA» LA SVOLTA DI SASSARI «NON AVEVAMO NULLA DA PERDERE AVER OTTENUTO UN SUCCESSO CI HA FATTO GIOCARE PIÙ' LEGGERI» Maurizio Innocenti LA ORIORA è cambiata. Si vede sul campo che il linguaggio del corpo è diverso, c'è maggiore presenza, più sicurezza nei propri mezzi e soprattutto maggiore serenità. «Se per atteggiamento si intende questo - comincia la sua riflessione Alessandro Ramagli, approfittando della pausa campionato -sono totalmente d'accordo. Di solito quando si parla di atteggiamento si pensa all'impegno, alla voglia e questi sono aspetti che non sono mai mancati. Dire cosa ci sia alla base di questo cambiamento è impossibile perché non c'è una medicina e noi non abbiamo somministrato nessuna pozione magica, diciamo che la partita contro Sassari ci ha dato una mano. Era una gara dove non avevano niente da perdere e da questo punto di vista una partita leggera, diversa rispetto a quella contro Reggio Emilia che invece era pesante anche per come è andata. Abbiano perso Peak per infortunio, Dominique Johnson per falli mentre su Kerron Johnson ho preso il rischio di farlo giocare dopo dieci giorni che era fermo. Non sapevamo come e quanto potesse essere d'aiuto». La maggiore fiducia e una ritrovata serenità hanno aiutato, oltre naturalmente al gioco, ad alzare le percentuali al tiro. Pistoia ha chiuso con un 17/30 a Sassari e un 10/14 a Reggio Emilia dalla lunga distanza. «Il tiro è sicuramente fiducia - dice Ramagli - A Sassari è stata una partita anomala per il numero di tentativi, mentre contro Reggio Emilia c'è stata un'alta percentuale ma con un numero di tentativi che è più vicino alle nostre corde. A questo va aggiunta la percentuale ai tiri liberi che rientra anch'essa nel caso di una maggiore fiducia e serenità». Il campionato adesso osserverà una pausa che per certi versi non è proprio così salutare, almeno per Pistoia, a cui avrebbe fatto più comodo continuare a cavalcare l'onda dell'entusiasmo. «Non sono mai stato un tifoso delle pausa - ammette Ramagli - per me la sosta dovrebbe esserci solo a Natale. Le pause non aiutano mai, tolgono la routine del lavoro e si abbassano i giri del motore. Alcune squadre staccano addirittura la spina prendendosi una pausa dal lavoro, noi non lo abbia- mo fatto e siamo rimasti in palestra per non rompere la continuità. Avevamo anche fissato un'amichevole, che poi è saltata all'ultimo, proprio per mantenere il ritmo partita». In tema campionato dopo otto partite è tutto secondo la regola oppure è stato un inizio con qualche sorpresa? «Non sono affatto sorpreso - spiega Ramagli - gli americani direbbero che otto partite non fanno statistica. Ci sono squadre che hanno fatto di più e altre di meno di quanto ci si aspettasse, le corazzate si sono presentate al via pronte e come sempre a gennaio ci saranno dei cambiamenti che influiranno sul campionato. Brescia, ad esempio, ha ingaggiato un giocatore che lo scorso anno ha determinato la stagione del Bayern Monaco (Jared Cunningham). Diciamo che al momento non si può dare una definizione precisa di questo campionato, perché sono state poche le gare giocate e perché saranno tanti i cambiamenti». Il primo bilancio «Non ci sono state sorprese particolari. Attenzione ai cambiamenti di gennaio» COACH Alessandro Ramagli è alla prima stagione a Pistoia. La OriOra è partita male in campionato con sei sconfìtte consecutive, ma ha vinto le ultime due gare