SACCHIANI E SACCHETTI A CONFRONTO di ANTONIO LEDA' Siamo sempre più tecnologici. Forse anche troppo. Nel calcio abbiamo inventato il Var per limitare gli errori degli arbitri e aggiungere argomenti di discussione agli habitué del Bar Sport. Nel basket esistono, da anni, sistemi per calcolare il rendimento dei giocatori, iloro sbagli, le percentuali al tiro, i falli, gli assist e i rimbalzi. Agli occhi delle telecamere e agli algoritmi dei sistemi di calcolo non sfugge più nulla tanto che la fantasia ha dovuto dire addio - da tempo - al potere. Oggi non c'è allenatore che non abbia il suo "match anali-st" e uno staff tecnico concentrato più sullo schermo del computer che sul campo. Si gioca a colpi di clic ma non è per nulla scontato che sia più divertente o che si vinca di dìù. La controprova? L'altro ieri l'Italbasket si è giocata una fetta di qualificazione ai prossimi campionati del mondo contro la Lituania. A 30 secondi dalla fine, con gli azzurri in vantaggio di tre punti, Meo Sacchetti ha chiesto un timeout. Il coach è stato circondato dai suoi ragazzi e dopo qualche istante di silenzio ha tirato fuori la lavagnetta e ha abbozzato lo schema di attacco con quattro tratti di pennarello. Poi la domanda di rito: 'Avete capito?" Nel gelo generale si è sentitala voce di Brian Sacchetti demolire, in un nanosecondo, decenni di tecnologia: "Ma babbo noi ripartiamo dal fondo non da centrocampo". Meo ha incassato con non-chalance e la sua squadra è tornata in campo per giocare gli ultimi spiccioli di partita svincolata da schemi e condizionamenti mentali. E' finita con un canestro da tre - proprio di Brian - e l'Italia in trionfo grazie al talento e, in questo caso, all'improvvisazione. I puristi delle geometrie e delle percentuali hanno storto il naso di fronte alla "leggerezza" di Meo, ma vuoi mettere il gusto di vincere così? Tra "sacchiani" e "sacchet-tiani" la partita sembra decisa (la tecnologia è impossibile da fermare) ma il bello dello sport è che qualche volta il cuore può più della ragione e il genio, quando c'è, non ha bisogno di microchip per farsi riconoscere. Ps. Ieri Meo è stato attento nel gestire i timeout ma la nazionale ha sciupato il primo match ball perdendo in Polonia.