Overtime di ANGELO COSTA r> Da libri, foto e blog la visibilità migliore per i nostri canestri NON SOLO CLUB a rìschio esclusione già a novembre se non in liquidazione, allenatori che maltrattano gli atleti, commissari tecnici costretti a fare gli equilibristi per convocare i giocatori, americani che vanno a casa per non tornare e stranieri che vengono mandati a casa: c'è anche il lato buono della medaglia. Si alimenta di ironia e forse per questo viaggia sotto traccia: non tutti sono bravi a coglierla e soprattutto ad apprezzarla. Eppure «La giornata tipo», oltre a essere un modo intelligente di essere social, si sta rivelando il migliore degli spot possìbili per il basket, soprattutto per quello italiano povero di idee: forse perché, prima di essere un blog da mezzo milione di seguaci nelle sue varie declinazioni virtuali, è proprio un'idea. A questo stile di vita cestistica si sono avvicinate anche le società di serie A, che in estate hanno bussato alla porta di Raffaele Ferraro e soci- avere come partner chi parla di sport in modo sano, aiuta. Specialmente le parrocchie dove abitualmente si respirano maldicenza e ipocrisia. Come primo e fin qui unico atto, ne è uscito un esemplare racconto delle emozioni provate dai bambini nel vivere una partita, a stretto contatto con i protagonisti- non un inedito, ma in ambiente dove di nuovo c'è soltanto la data dei giorni che passano è già una piccola rivoluzione. Che avrebbe meritato ampia visibilità: sarà per la prossima volta, alla Final Eight o alle finali scudetto, prossime dosi omeopatiche di questa buona terapia. ALLA GIORNATA TIPO sideve anche la popolarità di un giovane fotografo imolese, volato in America col sogno di dedicare i suoi scatti alla Nba: (ripartendo da zero, caparbio come gli emigranti italiani di un secolo fa, Matteo Marchi oggi è entrato nello staff dei New York Knicks. Tanto che il Corriere della Sera gli ha dedicato un paio di pagine, spazio che il nostro basket da tempo non riusciva a conquistare su un quotidiano politico, complice la mancanza di un campione simbolo. A dimostrazione che, in assenza di personaggi, a dare di uno sport una bella immagine sono sempre le persone. P. S. Oggi al Coni, nella sezione narrativa, viene premiato un libro di basket: si chiama «Vale ancora tutto»', lo ha scritto Lorenzo Sani, già firma prestigiosa del nostro giornale, e guarda il mondo dei canestri da un angolo diverso e coinvolgente. Un bel mix di storie, con campioni noti e protagonisti meno conosciuti, uniti da vicende umane che fanno riflettere, divertono o commuovono: dei tanti modi di raccontare questo sport, il migliore. © RIPRODUZIONE RISERVATA BASKET SERIEA2