BASKET SERIE A IL PLAY DI SCORTA kk CHE FEELING IN BIANCONERO ARADORI E' UN CAMPIONE IN CAMPO E FUORI BALDI ROSSI SEMPRE DISPONIBILE E PAJOLA PUÒ' ARRIVARE IN NAZIONALE «Virtus, un lusso che spero di meritare» Cappelletti «Siamo un gruppo unito: ci manca ancora un po' di cattiveria in campionato» DUELLO Alessandro Cappelletti contro Peppe Poeta (Schicchi) Massimo Selleri ¦ Bologna NEL PUNTARE su Alessandro Cappelletti, la Virtus ci ha visto giusto. Serviva un ragazzo con fame, talento e intelligenza e ed è arrivato un play che dopo un anno passato a curarsi ha ripreso il filo del discorso. «Il mio primo canestro dopo aver passato tanto tempo lontano dal campo è stata una grande emozione. Segnare in un palazzo così caldo, pieno di gente che fa il tifo per te è stato un bel segnale per me stesso, un qualcosa che mi diceva che ero tornato da dove avevo lasciato». Non le pesa giocare poco? «Assolutamente no. Fin dal primo giorno sapevo che sarebbe stata un'annata difficile, perché ho davanti un ragazzo super promettente come Alessandro Pajola che ogni giorno conferma il fatto che ha già le potenzialità del grandissimo giocatore e che potrà diventare un elemento importante per la nazionale. Ogni minuto che il coach mi dà sul campo è un qualcosa in più e la vivo così ogni giorno». Descriva la Virtus dall'interno. «Per un ragazzo che viene da quattro anni di A2 questo club è un vero lusso soprattutto per l'organizzazione. Sono contento di far parte di questa famiglia perché sono stato accolto in maniera eccezionale da tutti. La cosa che mi è piaciuta è che mi hanno trattato tutti come fossi un giocatore che da tanto tempo gioca a questi livelli e per questo sarò sempre grato alla Virtus e ai tifosi per il calore che ci trasmettono ogni domenica. Se adesso sto bene il merito è anche loro». Perché la squadra gioca bene in Coppa e balbetta in campionato? «In Italia abbiamo già giocato con le due squadre più forti, Milano e Venezia, e saranno in tanti a perdere contro di loro. Lo scivolone interno con Cremona è stato il più inatteso, però, poi ha rischiato di espugnare il Forum, per cui possiamo dire che quel risultato ci poteva stare anche se non doveva accadere. A Pesaro la stanchezza ci ha portato a essere poco concentrati nel finale. A partire da domenica con Sassari, anche in campionato dobbiamo imparare ad aggredire la partita, cosa che in Coppa riusciamo a fare, questo è quello che ci manca». Tra i compagni ha un punto di riferimento? «Il nostro è un gruppo unito, anche grazie alla disponibilità degli stranieri. Conoscevo David Cournooh dai tempi di Siena, poi Filippo Baldi Rossi si è rivelato una persona super, conosce bene l'ambiente ed è pronto a darti i consigli giusti. Infine Pietro Aradori si è rivelato un campione non solo dentro al campo. Lo zoccolo duro degli italiani è stato bravo a farci lavorare nelle migliori condizioni fin dal primo giorno». E' concentrato sui risultati della Virtus o sul suo minutag-gio? «Se la squadra vince e io gioco sono contento. In un collettivo vincente anche la persona che gioca di meno conta molto. Fare un'annata di successo è importante sia per il primo che per il dodicesimo giocatore. Una stagione positiva ti dà sempre fiducia e ti fa crescere». © RIPRODUZIONE RISERVATA