Tifosi: questo è il basket, bellezza Luci e ombre Con la Virtus incasso record ma meno spettatori. La confessione di Maggioli Pesaro UNA SETTIMANA, quella passata, che porta dietro di sé due considerazioni che riguardano il pubblico. La prima è che nella giornata biancorossa ci sono stati, sugli spalti del palas, circa 400 spettatori in meno rispetto alla medie degli altri incontri casalinghi. I paganti sono stati 3.809 nel match-derby contro la Virtus. Ma l'incasso della società è stato quasi il doppio rispetto alla media degli altri incontri: oltre 72mila euro. Tanti, perché il "pagherete tutti e pagherete caro", non funziona sempre. Anzi. L'ALTRO episodio della settimana è legato all'addio alle armi da parte di Michele Maggioli, un gran bel pivot in una prateria, quella pesarese, che ha sempre collezionato, in tutta la sua storia, solamente play maker e guardie. L'addio a Pesaro dovuto, ha confessato, a quell'angoscia che aveva entrando al palazzo dello sport, e cioè davanti ai suoi tifosi e cioè co- loro che lo avrebbero dovuto sempre e comunque sostenere. Perché Maggioli, come tutti i giocatori usciti dalla scuola di basket pesarese, ha sempre avuto un problema. Che non era legato a difetti derivanti dai suoi fondamentali, oppure all'esecuzione del suo gancio - repertorio di tiro sempre più sco- I a orTind^ f nn*i Non è l'unico giocatore che ha preferito andare lontano dal proprio pubblico nosciuto -, ma a quell'incubo, a quel censore, che era il pubblico. Da una parte la voglia di far vedere che era all'altezza della massima serie e ad alto livello, dall'altro lato la paura di essere fischiato ed anche sbertucciato, tra le mura di casa sua. Maggioli che ha poi placidamente navigato sereno lontano da casa, evitando ulcere, non a caso ha giocato anche grandi partite, lontano dal palas ed anche contro grandi pivot in Eurolega.