Basket Sfuma il ritorno di Bruno Arrigoni Dirigente cercasi Lo storico dirigente (73 anni) non se la sente di prendere un impegno fisso. Tra le alternative (ma non facili) un altro ex, Berti CERIANIAPACINA66 Arrigoni a Desio foto butti Arrigoni non si fa Cantù è alla ricerca di un'alternativa Basket È sfumato il ritorno dell'esperto dirigente che non se l'è sentita di (ri)prendere un impegno fisso Tra le alternative (ma non facili) un altro ex, Berti EDOARDO CERIANI CANTÙ È forse stata la testa, più del cuore, stavolta a fargli dire di no. Non è un "no, grazie", intendiamoci, ma un parziale rifiuto a quella che era l'offerta di Cantù. Della nuova Cantù. E così sfuma, a questo punto ufficialmente, l'ennesimo ritorno in Brianza di Bruno Arrigoni, uno di quelli che ha comunque contribuito a scrivere la storia di questa gloriosa società. Il settantatreenne milanese ha provato a resistere alla tentazione di declinare a priori («a questa età - ha sempre confidato agli amici più cari - mi si richiedono una forza, un'energia e un impegno che non posso più avere») e si è messo, da galantuomo qual è, ben presto a disposizione. Andando là - inteso come Cer-menate, sede del club - a sentire. Una certa operatività E. stando alle testimonianze, non sarebbe stato solo a sentire. Visto che di idee, soluzioni e nomi li ha messi anche lì, sul tavolo di Andrea Mauri (soprattutto) e Roman Popov. Il che, e dirlo non è svelare un segreto, aveva fatto balenare nello stesso Mauri la sensazione che alla fine il Brunetto potesse anche accettare. E rimettersi in gioco. Soprattutto mettendo a disposizione la sua enorme esperienza e una conoscenza senza confini. Oltre a un cervello fino e che gira a doppia(spesso tripla) velocità rispetto anche ai molto più giovani ed emergenti giovani di oggi. Ad Arrigoni, insomma, si chiedeva di mettersi lì a studiare qualcosa. Affiancando il tecnico Evgeny Pashutin e il suo vice Nicola Brienza in quella che doveva essere la gestione delle cose di campo. Avendo, finalmente, anche un uomo di campo, oltreché di scrivania, cosa che a queste latitudini manca da troppo tempo. La presenza di uno come lui abordo parquet, anche solo durante un semplice allenamento, avrebbe dato un'ulteriore ventata di positività, e soltanto gli dei del basket sanno di quanto ce ne Andrea Mauri il più operativo sia bisogno in questi frangenti nell'ambiente canturino. Poi, siccome come sempre da cosa nasce cosa, sarebbero bastate un paio di telefonate per riagganciare anche quei contatti giusti (con presidenti, omologhi e agenti) che forse, ma non ci crediamo, tre anni di inattività avevano un po' annebbiato. Alla fine, però, non se ne farà nulla. Almeno a livello ufficiale, e almeno a livello operativo. Andrea Mauri, comunque, è stato bravo a rubare una promessa all'ex general manager: se proprio proprio consulenza non sarà, che un occhio particolare a Cantù Arrigoni provi abuttarlo sempre. E così sarà. Dal divano di casa e dagli spalti dei vicini palazzetti, Bruno continuerà a guardarsi le sue decine e decine di partite al mese, pronto a intervenire con una dritta, se fosse il caso. Una decisione compresa E a Cermenate come l'hanno presa? Nella speranza che il dirigente potesse anche cambiare idea, la dirigenza aveva deciso di spostare ladeadlineperla risposta definitiva da sabato scorso a ieri, sperando che questa volta il weekend, più che la notte, potesse portare consiglio. Ora, nonostante il comprensibile rammarico, in sede la decisione di Arrigoni è stata innanzitutto compresa. Anche se, innegabilmen-te,ora costringerà gli uomini operativi a pensare a un'alternativa. E dovrà essere credibile e in linea con gli standard di una gestione che, in questo momento, non può che essere ancora provvisoria nella speranza che al più presto, al contrario, possa diventare stabile e definitiva. Si cerca un collante tra società e squadra, uno che sappia muoversi nel panorama squisitamente tecnico, sgravando Mauri dalla responsabilità di badare anche a questo situazione. Tra gli uomini vicini al direttore della Pianella srl, che ora sta curandosi degli affari societari in tutta la loro interessa, qualcuno avrebbe sussurato il nome di Gianluca Berti come alternativa praticabile. Il piemontese qui c'è già stato e conosce l'ambiente, ma la storia non si chiuse in modo sereno e questo fatto potrebbe anche pesare sulle scelte, sia su un fronte e sia sull'altro. Per il resto, ovviamente, come è naturale che sia, si sono già mosse anche tante agenzie. Sapendo Cantù come una nuova realtà in evoluzione, il desiderio di piazzare questo o quel direttore sportivo è forte. Da adesso, poi, sapendo degli sviluppi della trattativa con Arrigoni, probabilmente il telefono squillerà ancora di più. Bruno Arrigoni, 73 anni, milanese, ma con alle spalle una lunghissima esperienza nella Pallacanestro Cantù, dove ha fatto l'assistente, l'allenatore e il general manager roio diemme