Orgoglio Varese, ci siamo basket Pronta la prima franche del vitale contributo economico L'operazione Orgoglio Varese sta per muovere il primo passo concreto. Il ras-semblement di imprenditori disposti ad affiancare Rosario Rasizza e ì'Open-jobmetis per sostenere economicamente la Pallacanestro Varese deve ancora trovare la sua composizione definitiva. Ma la prima trancile del vitale contributo economico stimato attorno ai 500mi-la euro, sul quale il club di piazza Monte Grappa ha fatto affidamento nella composizione del budget per la stagione in corso, sta per arrivare nelle casse della società. La road map sarà ancor più lunga del previsto: ad oggi Orgoglio Varese è a metà dell'opera, contando altre due adesioni oltre ad Openjobmetis, con l'obiettivo però di completare il lotto dei partner entro la fine dell'attuale annata sportiva. L'obiettivo resta quello di entrare nella stanza dei bottoni della Pallacanestro Varese attraverso un'opzione di acquisto delle quote (attualmente fissata in ragione del primo apporto già versato) da esercitare entro l'estate 2019; stessa modalità concordata con Gianfranco Ponti (che ha tempo fino a luglio del prossimo anno per acquisire fino al 20% delle azioni). Il contributo per il 2018/19 avverrà ancora sotto forma di sponsorizzazione, ma - alla luce delle indicazioni che emergono dal primo ma importante passaggio di questi giorni - la sostanza vale più della forma. Openjobmetis e i suoi compagni di viaggio dimostrano con i fatti il sostegno al club: gli sforzi economici per allestire un roster più competitivo rispetto al 2017/18 (si stimano circa 150mila euro netti in più di monte stipendi), anche nell'ottica del doppio impegno tra campionato e FIB A Europe Cup, sono stati effettuati la L'obiettivo di Rasizza non è ancora vicino ma intanto arriva parte dei 500mila euro già conteggiati nel budget della società per la stagione in corso scorsa estate proprio in funzione della parola data da Rosario Rasizza. Senza la quale Varese avrebbe dovuto ulteriormente tirare la cinghia, pur facendo parte oggi della "colonna di destra" (dunque dal nono posto in giù) della classifica dei budget. Fondamentale però la messa in sicurezza della società se a partire dal luglio 2019 il capitale azionario sarà ripartito tra più soggetti (l'i- dea originale era 33% per Orgoglio Varese, 15% per Gianfranco Ponti e la restante parte tra consorzio e Trust, oggi rispettivamente al95% e 5%). «L'esistenza della Pallacanestro Varese non è un dogma di fede» ha ripetuto più volte Alberto Castelli davanti a tante platee che hanno ascoltato (e sottovalutato) questo allarme, pronunciato nello stile misurato di una persona senza la quale gli ultimi quattro anni di rincorse -affannose ma sempre pazienti e fiduciose - dietro a conti che non quadravano mai non avrebbero avuto buon esito. Se fra sette mesi il capitale garantito dai soci raddoppierà e se l'esito della raccolta sponsor proseguirà con il trend positivo dei primi mesi del 2018/19, allora la Pallacanestro Varese potrà programmare senza più bilanci in modalità "profondo rosso" come accaduto dal 2014 ad oggi. Al netto dei miracoli sportivi compiuti da Caja e dai suoi giocatori, per esprimere velleità di scudetti e coppe europee ci vorrà tempo. Ma la troika formata da Orgoglio Varese, consorzio Varese nel Cuore e Gianfranco Ponti - se tutto andrà per il verso giusto entro il 30 giugno - servirà a garantire la necessaria sostenibilità economica ad un team che possa restare senza affanni tra le 18 protagoniste della serie A professionistica. Giuseppe Sciascia E RIPRODUZIONE RISERVATA