Dinamo, dall' un pieno di fiducia per il campionato A di basket. Domenica a Pistoia comincia la rincorsa playoff Thomas e Smith le certezze mentre Carter resta l'incognita di Mario Carta » SASSARI Vincere aiuta a vincere, e la vittoria di mercoledì al PalaSerra-dimigni sul ZZ Leiden che ha portato la Dinamo nei quarti della Europe Cup di basket è stata convincente. Ma vincere ora deve aiutare a vincere in campionato, dove conta fare punti per riagganciarsi al vagone dei playoff. E nella serie A tricolore non ci sono squadre come il Leiden. Anzi. L'Europa. La soddisfazione c'è. Si va avanti, con autorevolezza. Prossimo avversario nei quarti i turchi del Pinar Karsiya-ka, che hanno eliminato i lituani del Ventspil 76-78 e 70-65. Già incontrati nel 2017 in Champions League: vittoria per 79-70 in trasferta e ko in casa per 87-88. Mercoledì prossimo l'andata in trasferta e sarà un bel viaggiare, dopo Pistoia. Il campionato. Alla fine della stagione regolare mancano 9 partite, cinque in casa e quattro fuori. E guardare chi sono le avversarie conta poco. La Dinamo è in undicesima posizione a quattro punti dai playoff e deve pensare solo a vincerne il più possibile, badando anche alla differenza canestri negli scontri diretti che tanto preziosa si è rivelata per l'ingresso nella Final Eight di Coppa Italia. In particolare la Dinamo dovrà blindare il PalaSerradimigni cercando anche qualche blitz fuori casa, fra Pistoia e Pesaro più che a Milano o Trieste. Pozzecco non è coach da utilizzare pallottoliere o cartomanti, ma lui per primo sa che il tempo comincia a stringere, e il gruppo deve fare altrettanto. Stringersi. Unirsi. Rodaggio ultimato. Nelle (poche) partite che hanno visto il Poz alla guida dei biancoblù si è notato un effetto rimbalzo, logica conseguenza del passaggio da un coach (Esposito) all'altro. Momenti esaltanti e black out totali, rimonte furiose ma anche sguardi spaesati nel cercare di riuscire a ritrovars i fra i gio- catori. C'è chi ha pagato di più e chi meno. C'è Cooley che deve ridisegnarsi, c'è McGee che deve continuare a confermarsi ottimo specializzato dando anche qualcosa di più, c'è chi deve risalire nella curva del rendimento, come Polonara. Le certezze. Un primo assestammo si sta notando ma per fare realmente quadrato bisogna partire dalle certezze, un ritrovato Pierre, Thomas su tutti, protagonista con i 40 punti di mercoledì. E uno Smith sempre più padrone. Ma... L'equivoco. ...ma il gruppo non può fare a mano dell'ala titolare. Non può fare a meno di Carter. La transizione alla Dinamo non è stata infatti solo quella fra Esposito e Pozzecco, ma soprattutto quella fra Petteway e il sostituto Carter. 12.5 di media in 29.4' con 5.4 rimbalzi in 10 gare il primo, 10.6 punti in 25.2'con 3.8 rimbalzi in 6 gare il secondo. Si può dare di più. Si deve dare di più. Thomas festeggiato dai titosi a fine gara (le foto sono di Mauro Chessa) Justin Carter in azione contro gli olandesi del Leiden Adesso sono undici i «dinamici» con la febbre a 40 Benvenuto, Rashawn Thomas. Il numero 25 con la prodezza firmata mercoledì sera contro il ZZ Leiden è entrato nel ristretto Club dei 40. Il numero uno della speciale classifica dei giocatori biancoblù che hanno superato i 40 punti in un match è guidato da i Marcelus Kemp, 48 contro Pavia nel 2009/10 poco prima dei playoff che avrebbero portato la Dinamo in Serie A. A 40 o più punti sono arrivati anche Paul Thompson, Caleb Green, Drake Diener, Anthony Frederick, Tom Sheehey, Jason Rowe (nella foto), Emanuele Rotondo e Edgar Sosa. C'è anche un 45 di Dallas Comegys in precampionato. Non vale per la classifica del campionato, ma per quella dei... dinamici quarantellisti,sì.