Peric: «Trieste vince perché è un vero gruppo che si sta divertendo» La squadra di Dalmasson quinta insieme a Trento conquista anche Pillastrini: «State dando una grande lezione» Peric con Mauro Foto Bruni Roberto Degrassi TRI ESTE. I campionati sono come i vini, si va ad annate. C'è quella dall'esito scontato e dalla classifica sgranata. C'è quella in cui a quattro turni dalla fine c'è un esercito a combattere per cinque posti nei play-off. In altre annate, per intenderci, la Pallacanestro Trieste - reduce da quattro successi consecutivi - si sarebbe potuta ritenere a una vittoria dai play-off. Nella serie A attuale, invece, a seguire il gioco delle possibili combinazioni ci si prenota l'emicrania. Di sicuro, però, Trieste è una delle formazioni che nessuno vuole affrontare di questi tempi. Perchè ha raggiunto un'identità precisa, ha la giusta maturità, ha un perfetto equilibrio offensivo, tra soluzioni interne e sul perimetro. E si diverte. Hroyje Peric è uno degli stranieri di più lunga militanza in serie A. Sa quello che dice. E quello che racconta sono parole di miele per i tifosi biancorossi. «Anche contro Reggio Emilia abbiamo dimostrato l'atteggiamento giusto. Non abbiamo sottovalutato l'avversario, non abbiamo pensato alla classifica, pensavamo solo a vincere. Sono rientrato in squadra dopo uno stop per una botta a una mano, ho segnato 17 punti (in 21 minuti, ndr) ma non mi interessa il tabellino. Quello che conta è che io con questa squadra mi sto divertendo». Le parole di Peric fotografano il vero segreto della Trieste che vince. «Mi diverto. Anzi, ci divertiamo. E penso si veda. Questo è un gruppo vero. Ci aiutiamo. Tutti hanno l'opportunità di essere protagonisti. Adesso pensiamo alla partita contro Venezia, un avversario molto forte ma abbiamo il tempo per poter prepararci». La parola divertimento ritorna in quasi tutte le dichiarazioni dei giocatori e dei tecnici. Un atteggiamento tanto evidente da impressionare anche i coach avversari. Come Stefano Pillastrini, allenatore appena sconfitto alla guida della Grissin Bon. «Considero Trieste una delle formazioni più difficili da dover affrontare. La palla in attacco si muove come se si giocasse a biliardo. Movimenti perfetti. Si vede che dietro c'è un lavoro di anni, niente di improvvisato». Facile l'obiezione. Ma Trieste rispetto alla squadra promozione di appena pochi mesi fa ha rivoluzionato il roster. Ribatte Pillastrini. «Trieste ha un'identità di gioco, ha un carattere ben definito. Lo ha da anni. In passato sentivo dire da qualcuno che Trieste giocava così perchè all'epoca non poteva permettersi giocatori di prima fascia e quindi preferiva elementi di agonismo. Un ragionamento che dava quasi per scontato - continua il "PÙla" - che quando Trieste avesse ingaggiato elementi dal profilo tecnico superiore il giocattolo si sarebbe rotto. Niente di più sbagliato. Se la squadra ha personalità e sei un buon allenatore, con giocatori più forti non ti sminuisci ma, anzi, sublimi le tue caratteristiche. Trieste sta dando una grande lezione al basket italiano». La speranza è che il basket italiano si accorga di Trieste. E magari se ne accorgano anche eventuali nuovi investitori. L'alta classifica, gli oltre ornila al Palasport, non devono venir traditi.